Politica e Sanità
05 Aprile 2016Più veloce di quanto si potesse pensare, forse, il promemoria della ricetta sta per scomparire. Dopo Trentino ed Emilia Romagna, anche in Veneto non si userà dal 1° luglio. La dematerializzazione anticipata in Italia è una buona notizia per i medici che sprecheranno meno toner e carta, ma un interrogativo per i farmacisti che sul promemoria appongono le fustelle indispensabili ad Asl e Regione per tracciare il "viaggio" delle confezioni in parallelo con i dati dei pazienti. Peraltro, le regole europee impongono la fustella dematerializzata solo dal 2019. Per Carlo Rebecchi, segretario Federfarma Liguria, «non è facile trovare scorciatoie all'attuale procedura parallela ricetta online-promemoria cartaceo. La sola consegna di un numero progressivo della prescrizione al paziente fatta in Trentino presenta a mio avviso rischi di privacy, ci vorrebbe una seconda credenziale personale a rinforzo. E del resto non è vero che con questa ricetta de materializzata noi farmacisti perdiamo tempo nel consegnare la medicina. Ieri prelevavamo il medicinale e staccavamo i bollini, oggi oltre al codice fiscale e al progressivo della ricetta leggiamo sia in video sia sul promemoria due codici a barre: quello "ministeriale" del farmaco e quello progressivo di "targatura" della confezione; sappiamo chi ha prescritto e cosa e il sistema Ts non accetterà mai più quel codice in futuro. I tempi sono gli stessi, più o meno, ma la sicurezza è maggiore, i dati dei pazienti viaggiano su un sistema certificato e protetto». «In Liguria fin dal 2014 i farmacisti si sono messi a disposizione della regione per la realizzazione del sistema, e i progressi si vedono», continua Rebecchi. «Nella mia farmacia a Genova registro un 63% di ricette online e un 37% di ricette "rosse", comprensive di prescrizioni di oppiacei e farmaci distribuiti per conto. Lentamente, le prescrizioni de materializzate crescono».
I pazienti devono ancora fare il giro medico-farmacista con il pezzo di carta, «ma personalmente non mi sentirei protetto se il mio medico inviasse i miei dati in farmacia per e-mail. Ancorché protetti da dispositivi sicuri, i canali dei provider di posta elettronica sono sistemi di terzi e non sono certificati. Se per leggere o spedire e-mail ci si collega con wi-fi, da "esterni", si deve sapere che esistono finanche siti fornitori di strumenti capaci di rendere leggibili agli hacker le credenziali dei principali provider di posta, tant'è vero che questi stessi provider a volte suggeriscono di criptare i documenti prima di spedirli. Al contrario, il sistema Ts lavora con le nostre postazioni e le nostre credenziali e usiamo una password composta di due parti, una ricevuta per posta cartacea e una ritirata personalmente all'Asl previa identificazione».
Rebecchi immagina che «avremo una vera alternativa quando il Mef darà le specifiche perché ogni paziente scarichi la prescrizione dal proprio fascicolo sanitario elettronico. Quanto alle fustelle elettroniche, a mio avviso bisognerà concordare insieme, regione per regione, una procedura. Se il promemoria dovessimo stamparlo proprio noi farmacisti, sarebbe una scorciatoia e non una soluzione garante di uno sviluppo del sistema».
Mauro Miserendino
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