Contratto farmacie, sindacati annunciano sciopero. Catizone (Cisl): situazione mai vista prima
«Una chiusura così netta da parte di Federfarma non c'era mai stata». A parlare è Giovanna Catizone, Fisascat Cisl, all'indomani dell'annuncio di uno sciopero nel terziario il prossimo 6 maggio. Tra le categorie coinvolte anche quella dei farmacisti, per un contratto scaduto da oltre tre anni e che non sembra vedere la luce. «Il problema è serio» sottolinea Catizone «anche perché stiamo parlando di un comparto che ha parecchi addetti, ma a lasciare perplessi è la cattiva volontà della controparte». La linea di Federfarma, che non ha neanche aperto il tavolo delle trattative, è quella di aspettare che trovino soluzione problemi e criticità della farmacia italiana, dal rinnovo della convenzione agli esiti del Ddl concorrenza ma per la rappresentante di Cisl si tratta di una posizione «assurda». «Il contratto» dice Catizone, che dice di non essersi mai trovata in una situazione simile in una trattativa, «è uno strumento importantissimo, ancora di più in un settore "polverizzato" come quello delle farmacie. Oltretutto» continua «non stiamo parlando solo di un fatto economico, peraltro molto importante, ma anche di un fatto professionale, alla luce delle evoluzioni che sta vivendo la professione. Oltretutto» conclude «Federfarma dice di aver molto rispetto per la contrattazione. Beh a me non pare...». Ed è proprio sulla base di queste premesse che FIlcams Cgil, Fisacat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti Uil hanno annunciato lo sciopero intersettoriale nel terziario per l'intero turno di lavoro il prossimo 6 maggio, "contro lo stallo negoziale e l'atteggiamento dilatorio delle associazioni datoriali di settore" (tra le quali Federfarma ndr). Si tratta di un milione e mezzo di lavoratori che aspettano un rinnovo contrattuale da anni con datori di lavoro che, dicono i sindacati "hanno con diversi accenti e modalità, cercato di negare il valore del contratto collettivo nazionale di lavoro subordinandone il rinnovo a forme più o meno esplicite di restituzione attraverso il peggioramento di parti economiche e normative".
Marco Malagutti
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