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Politica e Sanità

15 Aprile 2016

Concorso straordinario, le richieste delle Regioni su graduatorie e punteggi


«Abbiamo fatto delle proposte emendative al Governo con lo scopo di ridurre il lungo contenzioso che sta caratterizzando questi concorsi» così Antonino Saitta, Assessore alla Sanità del Piemonte e coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle Regioni commenta con Farmacista33 l'approvazione all'unanimità dalla Commissione che ha presieduto la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, degli emendamenti relativi al processo di assegnazione delle sedi farmaceutiche bandite nel 2012 tramite concorso straordinario voluto dal decreto Monti. «Siccome ci sono alcune questioni di dubbia interpretazione normativa che si traducono in continui ricorsi al Tar, abbiamo apportato delle modifiche che consentano di evitare palleggiamenti da una parte all'altra, in modo da sbloccare l'assegnazione e apertura delle nuove farmacie. Immagino che il governo le accoglierà».

La prima questione riguarda la valutazione dei titoli dei candidati: in alcuni casi, il calcolo del punteggio dei singoli professionisti, tenuto conto degli incentivi in favore di quelli che hanno esercitato l'attività in sedi disagiate, sembrerebbe aver sforato il tetto massimo di punteggio per i titoli professionali previsto dal regolamento del concorso, con conseguente impugnamento della graduatoria da parte di alcuni candidati. La nuova proposta mira ad annullare il suddetto contenzioso: «Risulta evidente che il beneficio per i farmacisti rurali, già particolarmente significativo per la sua entità, non potrebbe ragionevolmente spingersi fino ad alterare il rapporto descritto della disciplina regolamentare - riporta la nuova proposta emendativa - Si rende opportuno, pertanto adottare una norma di legge che confermi, in modo esplicito e incontrovertibile, un'unica lettura ermeneutica compatibile con la finalità perseguita dalla disciplina vigente e con il suo dettato testuale. Ciò al fine di scongiurare, in futuro, l'apertura di dispendiosi procedimenti giurisprudenziali in occasione di concorsi unici ordinari per titoli ed esami indetti ai sensi della legge n. 326/2003 e, nell'immediato, l'ingiustificato procrastinarsi della conclusione dei concorsi straordinari nelle singole Regioni», riporta la richiesta delle Regioni.

La seconda proposta emendativa prevede l'allungamento della validità della graduatoria da due a sei anni (Art 23, comma 12-duodevicies, lettera c), onde evitare di vanificare il lavoro svolto fino ad oggi relativo ai concorsi straordinari indetti nel 2012: «A seguito dell'approvazione della graduatoria, ad ogni vincitore sarà assegnata la prima sede da lui indicata in ordine di preferenza, che non risulti assegnata a un candidato meglio collocato in graduatoria. Entro quindici giorni dall'assegnazione, i vincitori del concorso devono dichiarare se accettano o meno la sede assegnata. L'inutile decorso del termine concesso per la dichiarazione equivale a una non accettazione. Dopo la scadenza del termine previsto per l'accettazione, le sedi non accettate sono offerte ad altrettanti candidati che seguono in graduatoria, secondo la procedura indicata nei periodi precedenti, fino all'esaurimento delle sedi messe a concorso o all'interpello di tutti i candidati in graduatoria. Successivamente, la graduatoria, valida per sei anni dalla data della sua pubblicazione, deve essere utilizzata a partire dalla data del primo interpello effettuato per l'assegnazione delle sedi oggetto del concorso straordinario con il criterio dello scorrimento per la copertura delle sedi farmaceutiche eventualmente resesi vacanti a seguito delle scelte effettuate dai vincitori di concorso, con le modalità indicate nei precedenti periodi del presente comma», come riportato nel testo proposto dalle Regioni. Una delle principali criticità del concorso straordinario è stata la mancanza di coordinamento tra le diverse Regioni. I nuovi emendamenti, secondo Saitta, sembrerebbero invece mettere d'accordo tutti: «Finalmente abbiamo una posizione unica di tutte le Regioni, che è stata approvata dalla Commissione e condivisa da tutti. L'obiettivo è quello di procedere velocemente per assegnare le sedi in modo definitivo».


Attilia Burke

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