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Politica e Sanità

04 Maggio 2016

Distribuzione, farmacisti Liguria: ricorso smodato a diretta


In Liguria c'è un utilizzo smodato della distribuzione diretta che si traduce in sprechi notevoli di medicinali, addirittura nella provincia di Imperia non esiste la Distribuzione per conto. Spesso negli ospedali si arriva a dispensare in un'unica soluzione farmaci che coprono anche 3 o 4 mesi di terapia, un'infinità di scatolette non tracciabili, con conseguente impossibilità di verificare l'aderenza alle terapie. Questa è la denuncia che arriva dai sindacati e dai rappresentanti degli Ordini provinciali e regionali, problemi dei quali si è parlato ieri a Genova in occasione di un incontro per gli Stati generali della Sanità ligure, un evento pubblico a cui hanno preso parte sia i politici locali come l'assessore regionale alle Politiche sociosanitarie Sonia Viale, che i farmacisti. «Un incontro fortemente voluto dall'Assessore, a cui hanno preso parte moltissimi colleghi, volto a capire e a valutare tutte le richieste della categoria in modo da riscrivere un capitolo adeguato sulla farmacia territoriale nel Libro bianco, il libro della sanità territoriale», spiega il presidente dell'ordine di Genova Giuseppe Castello parlando con Farmacista33.
Tra le richieste di Federfarma, dunque, in primis quella relativa all'accordo sulla Dpc, la cui scadenza è stata prorogata al 31 luglio. «A fronte di 570 farmacie presenti in Liguria ci sono 24 punti di distribuzione ospedalieri, ed è clamoroso come la gente abbia difficoltà a ritirare i farmaci» afferma il presidente di Federfarma Liguria Elisabetta Borachia, parlando con Farmacista33. «Chiediamo fortemente di riappropriarci del farmaco e degli ex-Osp2 e poi dei presidi per diabetici che in Liguria non vengono distribuiti dalle farmacie. Nelle regioni dove c'è il controllo tra prescritto ed erogato ci sono variazioni dal 16% al 20% di risparmio. Bisogna uniformare la sanità regionale a partire dall'Asl 1 imperiese che attualmente è esclusa dalla distribuzione per conto. Abbiamo chiesto all'assessore Viale che l'applicazione della Legge sulla Dpc venga resa obbligatoria per tutti i direttori generali. L'assessore si è impegnata su questo fronte. I Dg al 30 giugno cambieranno e penso e spero che nelle future verranno valutati anche di questi aspetti».
Anche gli Ordini dei farmacisti hanno palesato la propria posizione sul tema. «Abbiamo chiesto che ci sia un'assistenza al cittadino univoca in tutta la regione - afferma Castello - come Ordine, abbiamo richiesto anche l'attivazione di un fascicolo sanitario elettronico a cui possa accedere anche il farmacista territoriale aggiornandolo costantemente con i farmaci che prende il paziente. Un'altra richiesta è stata quella relativa di una semplificazione per ciò che riguarda la collaborazione con infermieri e fisioterapisti in farmacia. Attualmente per poter avere una di queste 2 figure professionali in farmacia dobbiamo seguire le stesse norme degli ambulatori, molto restrittive, anche per effettuare una semplice puntura».

Attilia Burke

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