Politica e Sanità
18 Maggio 2016C'è anche la legge sulla concorrenza tra le raccomandazioni che la Commissione europea ha inviato all'Italia. La Commissione chiede rapidità nell'approvazione del testo come uno degli impegni di conformità alle regole europee in cambio della concessione di una "flessibilità senza precedenti" per il 2016. Un tasto su cui la Commissione europea ha battuto già qualche mese fa quando, nella relazione sull'attuazione nel nostro paese della strategia di Europa 2020, ha sottolineato che «numerose disposizioni del Ddl sono state in parte attenuate nel corso del dibattito parlamentare» e che «la legge non copre molti settori rilevanti, che sono ancora eccessivamente protetti o regolamentati».
E mentre l'Europa auspica una velocizzazione la Commissione industria ha ripreso l'esame del testo. Per domani a mezzogiorno è previsto un incontro al ministero dello Sviluppo economico tra il neo ministro, Carlo Calenda, e i relatori Salvatore Tomaselli (Pd) e Luigi Marino (Ap). All'incontro parteciperà anche il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonio Gentile, che sta seguendo il provvedimento a Palazzo Madama e che assicura che resta fermo l'obiettivo del 30 giugno per chiudere il provvedimento. Per i relatori quello con Calenda sarà un incontro "risolutivo" per far ripartire il provvedimento. La prossima settimana, aggiunge Marino, «sicuramente a livello tecnico e/o politico» ci saranno ulteriori incontri per «definire i nodi ancora irrisolti» anche se è probabile che quelli «principali» saranno esaminati «la settimana dopo le elezioni». Nel frattempo riesplode la polemica sul tema delle liberalizzazioni.
A innescarla Pierluigi Bersani, autore delle cosiddette lenzuolate del 2006, che ospite a Otto e mezzo ha espresso le sue perplessità sul testo ora in discussione con particolare riferimento alle farmacie. «Quella sulle farmacie» ha detto l'ex segretario del Pd «è una liberalizzazione a rovescio: invece di aprire a un concetto per cui se uno ha una laurea in farmacia può vendere le medicine, così come uno che ha la laurea in odontoiatria, in regime pubblico o privato, può cavare un dente. Si dice "No, teniamo la riserva indiana delle farmacie, ma consentiamo al capitale di entrare", così» dice Bersani «uno in teoria può comprarsi tutte le farmacie. È il contrario delle liberalizzazioni». Una posizione che ha trovato l'immediato riscontro delle parafarmacie, che devono proprio a Bersani la loro nascita.
«L'onorevole Bersani coglie nel centro», dichiara il presidente della Federazione nazionale parafarmacie Davide Gullotta. «Lo ribadiamo da sempre: l'attuale Ddl concorrenza non crea affatto concorrenza, ma piuttosto favorisce le lobby e la formazione di oligopoli. Il nostro auspicio è che il neo ministro Carlo Calenda sostenga la battaglia delle parafarmacie affinché sia valorizzato il professionista farmacista e non le mura dove il mestiere si esercita. Ad oggi la nostra professione è l'unica ad essere tramandata di padre in figlio, in un sistema dove non vale il merito ma solamente l'ereditarietà di una concessione statale».
Marco Malagutti
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