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Politica e Sanità

24 Maggio 2016

Assemblea Federfarma, da innovativi a Ddl concorrenza le proposte al Governo


La proposte di Federfarma al governo? Forse non tutte recepibili, ma interessanti ed essenziali, soprattutto mentre si mette in campo una nuova governance farmaceutica. La pensa così il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha preso parte all'Assemblea pubblica di Federfarma oggi a Roma. Sono sei le proposte che il presidente di Federfarma Annarosa Racca ha pubblicamente fatto oggi al governo, a partire dalla necessità di ripristinare uno standard omogeneo sul territorio nazionale per quanto riguarda modalità di erogazione dei farmaci, fino alla necessità di tutelare la farmacia del privato in quanto presidio del Ssn dall'entrata dei capitali Su un punto il ministro e il presidente Federfarma sono d'accordo, ovvero la necessità di spingere affinché si concretizzi sempre di più la farmacia dei servizi.

«Secondo me la farmacia è una infrastruttura sanitaria che deve mantenere non solo la sua origine di servizio pubblico ma deve essere potenziata per erogare servizi in rete con le Asl, i medici di medicina generale, i poliambulatori ed essere capace di interfacciarsi in una rete di interventi», ha commentato il ministro Lorenzin parlando con i giornalisti. Le proposte di Federfarma al governo sono sei: «In primis uniformare le modalità di erogazione farmaci, prodotti e servizi sanitari, su tutto il territorio nazionale - afferma Racca - successivamente vorremmo vedere valorizzata la farmacia come presidio integrato nel Ssn e deputato alla distribuzione di tutti i medicinali a carico del Ssn con la sola esclusione di quelli che richiedono particolari cautele in fase di somministrazione: in questo modo tutti i farmaci, compresi gli innovativi, verrebbero monitorati dalle farmacie. Così tutti i dati potrebbero essere spediti alle autorità sanitarie e le farmacie potrebbero lavorare in collaborazione con i medici di medicina generale al fine di valutare la compliance e il corretto andamento della terapia, e le stesse procedure potrebbero essere usate per l'erogazione di presidi di assistenza integrativa».

Al terzo punto Federfarma chiede maggiori investimenti nella farmaceutica convenzionata, «una spesa che non può continuare a essere oggetto di tagli - afferma Racca - Le ipotesi di revisione dei tetti possono diventare un pretesto per comprimere ancora la spesa farmaceutica convenzionata, invece è necessario superare il sistema dei tetti rigidi in favore di un sistema a vasi comunicanti. Se si spende di più per il farmaco, ottenendo benefici in termine di riduzione dei ricoveri, si potrà ridurre anche la spesa ospedaliera. Inoltre - prosegue Racca - è necessario reinvestire nel servizio farmaceutico: ci sono sconti a favore del Ssn che valgono 800 mln di euro all'anno, con tali fondi si potrebbero finanziare progetti volti a potenziare l'assistenza ai pazienti cronici, migliorare aderenza alle terapie e ampliare la gamma di servizi offerti con l'obiettivo di ridurre complessivamente i costi».

La quinta proposta di Federfarma è anche oggetto di confronto al tavolo della farmaceutica convocato dai ministeri dello sviluppo economico e della salute: «Bisogna procedere alla definizione dei requisiti e della remunerazione per l'erogazione di servizi aggiuntivi rispetto alla dispensazione del farmaco - spiega Racca - è necessario superare il rigido criterio della certificazione preventiva dei risparmi che, se applicata alla lettera, impedirebbe l'affidamento alle farmacie di servizi innovativi». Per quanto riguarda i contenuti del Ddl concorrenza: «Ci siamo opposti alla richiesta di consentire la vendita dei medicinali su prescrizione fuori dalla farmacia - afferma Racca - togliere i farmaci dalla farmacia significherebbe ridurre il livello di garanzia assicurato ai cittadini. Per quanto riguarda l'ingresso del capitale è necessario fare in modo che le farmacie dipendenti operanti in autonomia e indipendenza dalle logiche commerciali dalle catene possano continuare a operare in modo efficiente evitando che le catene assumano posizioni dominanti e mettano in difficoltà i singoli colleghi: questo si può evitare ponendo un tetto massimo di farmacie che possono essere acquisite da una società di capitale in un determinato territorio».

Attilia Burke

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