Formazione farmacisti, D’Ambrosio Lettieri: Governo tradisce aspettative dei giovani
Perdurante deficit degli organici dei farmacisti del Ssn e borse di studio negate per i farmacisti specializzandi. Sono queste, secondo il senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri (CoR) (foto) i due grandi problemi irrisolti sul fronte della formazione dei farmacisti. L'occasione per parlarne è il recente accordo Stato-Regioni che fissa per l'anno accademico 2016-2017 il fabbisogno formativo nel Servizio sanitario nazionale di 1.279 farmacisti. Un dato che, secondo D'Ambrosio Lettieri «conferma il divario esistente tra fabbisogno reale e numero di iscritti all'Ordine che è il triplo» e «pone un problema serio sulla modalità di accesso alla facoltà che, come è stato rilevato anche in occasione di Farmacistapiù, induce a ritenere indifferibile una differente programmazione degli accessi all'Università e l'introduzione del numero chiuso. Sul fronte dei due problemi irrisolti il senatore sottolinea come «se i preposti organi ispettivi allungassero lo sguardo per controllare se ad occuparsi della gestione dei farmaci e dei medical devices nelle strutture pubbliche siano solo i farmacisti, non escludo che emergerebbero casi di esercizio abusivo della professione di farmacista e conseguenti criticità dei livelli di appropriatezza delle prestazioni professionali. Sarebbe ora, dunque, che il sistema sanitario pubblico si mettesse in regola per quanto attiene le norme in materia di adeguatezza degli organici». Quanto alle borse di studio D'Ambrosio si chiede «come il governo intenda risolvere il problema - visto che si porrà a breve anche sul fronte delle scuole di specializzazione - delle borse di studio negate a tanti giovani specializzandi laureati in farmacia. Negate grazie a un insensato e irresponsabile blitz nel Dl scuola. Siamo ormai nel pieno del vergognoso paradosso che ha cancellato con un colpo di spugna il faticoso lavoro bipartisan svolto in questi anni dal Parlamento per avviare la procedura di riconoscimento per migliaia di specializzandi in materie di area sanitaria, tra cui i farmacisti, dello stesso trattamento economico attribuito ai medici per la frequenza dei corsi di specializzazione. Fissare il bisogno formativo senza riportare la barra sulla strada giusta» conclude «suonerebbe come un sonoro inganno per i giovani farmacisti specializzandi che non avranno la borsa di studio come i colleghi specializzandi medici, pur avendo stessi obblighi di percorso formativo. Governo e maggioranza hanno sinora tradito le legittime aspettative di questi giovani, avallando di fatto lo sfruttamento del lavoro e il lavoro nero».Marco Malagutti
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