Pay back, Scaccabarozzi: non vogliamo sconti, ma dati certi e nuova governance
«Non vogliamo sconti e non abbiamo bisogno di sconti». Non fa giri di parole il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, intervistato da Farmacista33 a margine dell'Assemblea pubblica dell'associazione. Il riferimento è al decreto sul pay back, su cui il Consiglio dei ministri ha dato il via libera lunedì scorso e che ha sollevato molte perplessità soprattutto fra i parlamentari pentastellati. Il testo dovrebbe, infatti, prevedere uno sconto del 10% sulla quota del ripiano 2013-2014 spettante alle industrie relativo allo sfondamento della spesa farmaceutica ospedaliera, e del 20% per 2015. «Se questi sconti - precisa ancora Scaccabarozzi - sono fatti per sistemare quella parte di dati che subiscono variazioni, la questione non ci riguarda. Noi vogliamo pagare il giusto e siamo pronti a farlo a fronte, però, di un nuova governance. Quando l'avremo saremo molto più contenti». E proprio in risposta al Movimento 5Stelle che accusa il governo di fare regali alle industrie del farmaco, Scaccabarozzi puntualizza che il vero problema è quello di non avere dalle regioni dati precisi sui costi della spesa farmaceutica. «Purtroppo è stato dimostrato da più parti, anche dai tribunali, che dai governi delle regioni non sono arrivati numeri giusti. Da ciò ne consegue, che non possiamo porre a bilancio dei pagamenti fatti su numeri che non esistono». E sul tema caldo del pay back, è intervenuto anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti. «L'obiettivo - ha precisato durante il suo discorso all'Assemblea - è sanare una situazione che si trascina da tre anni e che vede, da un lato, le imprese che hanno fatto ricorso ottenendo ragione dal Tar e, dall'altro, la necessità per lo Stato di rientrare da un eccesso di spesa farmaceutica». Le norme a tal proposito varate, ha aggiunto, «consentono di sanare tale contrasto in modo serio per la finanza pubblica, ma anche in modo rispettoso per i problemi che le imprese ci hanno posto. L'obiettivo - ha concluso - non è avere un sistema di pay-back sempre attivo, ma ricorrervi solo come ultima istanza».
Rossella Gemma
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