Politica e Sanità
24 Giugno 2016Lo scossone 'Brexit' continua a dividere il mondo politico italiano tra chi lo giudica come un risultato inesorabile e chi, invece, una vera sciagura per i Paesi europei. «L'esito del referendum sulla Brexit dimostra quel che Silvio Berlusconi, prima di molti altri, ha capito e denunciato. Un'Europa con un così ampio deficit di democrazia, in cui l'austerità ha preso il posto della solidarietà, è destinata all'implosione». A parlare, all'indomani del risultato del referendum britannico, è Andrea Mandelli, presidente Fofi e vice presidente della commissione permanente Bilancio del Senato. Secondo il senatore di Forza Italia, da troppi anni l'Unione europea è diventata sinonimo di sacrifici e burocrazia.
«L'invadenza con cui Bruxelles è entrata nella vita dei cittadini - aggiunge - con legislazioni impositive e soffocanti, come nel caso delle iniziative contro il nostro Made in Italy, hanno reso l'Europa una matrigna. Il risultato inglese sia allora un punto di svolta per quel cambiamento oramai indifferibile e urgente: siamo già ai tempi supplementari e per invertire la rotta non c'è più molto tempo».
Sulla stessa lunghezza d'onda, anche Luigi D'Ambrosio Lettieri, vice presidente Fofi e membro della commissione Igiene e Sanità del Senato. «Le conseguenze del voto referendario in Gran Bretagna - spiega il senatore CoR - non possono certamente essere sottovalutate, ma l'errore più grande che si può fare ora è chiudersi in difesa perpetrando errori fatali che sono tutti scritti nella cronaca di una uscita dall'Ue ampiamente annunciata». E l'auspicio di Lettieri è che la lezione di democrazia che ci viene dalla Gran Bretagna sia un'opportunità da cogliere per cambiare radicalmente registro nelle politiche europee.
«Lo stato di diffuso malessere - aggiunge il vice presidente Fofi - ha determinato una partecipazione degli inglesi al referendum superiore a quella per le elezioni politiche». Ma l'affondo del senatore, arriva soprattutto contro i poteri forti dell'economia europea. «L'esito esprime con chiarezza - precisa - la bocciatura di una Europa delle banche, della tecnocrazia e della prepotenza di una oligarchia che, con mere politiche di austerità, ha frenato la crescita, ridotto i diritti sociali e aumentato la povertà». E per scongiurare un possibile effetto domino in altri Paesi dell'Unione, «è necessario - conclude Lettieri - cambiare rotta e recuperare la lezione di Adenauer, di De Gasperi e di Shumann e rilanciare una Europa dei popoli. Mi auguro che il governo italiano sappia sostenere ed esigere questa svolta».
Rossella Gemma
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