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Politica e Sanità

24 Giugno 2016

Pani (Aifa), noi amareggiati. Regno Unito motore della ricerca Ue


«Sono molto amareggiato, è un grave capitolo, una scelta di cui non capisco il perché». Luca Pani Direttore Generale dell'Agenzia del Farmaco è in viaggio per un incontro internazionale, la Brexit è l'argomento all'ordine del giorno anche nel mondo della ricerca. Tra i problemi c'è che, come ha rilevato nel Brexit Debate il Bmj (sostenitore del "remain"), l'European Medicine Agency che da Londra si carica le procedure di approvazione dovrà sloggiare in un altro paese europeo. Se ciò avvenisse la Gran Bretagna perderebbe capacità attrattiva nei confronti delle aziende americane e asiatiche che cercano la base per un braccio europeo dei loro clinical trials. Per non parlare del fatto che nel trasferimento l'attività potrebbe subire ritardi «Devo dire che il cambio di sede non si pone come un nodo immediato», riflette Pani in ordine al tema dei "rallentamenti".

«Il vero problema è il grandissimo apporto che l'Agenzia regolatoria del Regno Unito ha dato e sta dando alle procedure centralizzate. I britannici coprono il 20% di tutte le procedure Ue con i loro enti regolatori e non va dimenticato il ruolo del National Institute for Health and Care Excellence che ha una reputazione solida e ottime relazioni con gli stati membri Ue. In particolare sarebbe molto grave in questo momento se NICE dovesse lasciare EUneHTA, l'European Network for Health Technology Assessment dove la Gran Bretagna ha un ruolo credo insostituibile. «L'altra breccia si apre nelle sperimentazioni cliniche, il Regno Unito ne produce tante e ha un ruolo guida assoluto negli studi di fase I, è al secondo posto subito dietro la Germania negli studi di fase II e al terzo in quelli di fase III». Avere un'agenzia regolatoria come dice il Bmj è più di una questione d'immagine? «È una questione d'importanza strategica, il mondo regolatorio sta cambiando, ed è molto importante il luogo dove si approva con procedura europea. Diventa il centro di accordi internazionali regolatori, di assessment, di farmacovigilanza, summit, movimenti di ispettori e ricercatori che non possono non incidere sul tessuto della nazione dove questa istituzione ha sede».

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