Sardegna, no a promemoria via email al farmacista: carta unico mezzo
«Il medico che trasmette via mail la ricetta dematerializzata a una farmacia non soltanto viola la libertà di scelta del paziente, ma mette in atto comportamenti che potrebbero avere rilevanza non solo disciplinare, ma anche civile e penale». Non è ammissibile limitare «la libertà di scelta del paziente» o violare «la leale concorrenza tra erogatori». Lo scrive il direttore generale della sanità sarda Giuseppe Maria Sechi a medici e farmacisti intervenendo su una questione in realtà non solo sarda e imponendo il rilascio del promemoria cartaceo stampato dal mmg alla fine della compilazione della ricetta e della sua spedizione nel sistema informatizzato Sogei (Ministero dell'Economia, Regione ed Asl e consultabile in remoto dalle farmacie).
In base alla delibera regionale sulla ricetta de materializzata del 2015, anche se il promemoria può essere trasmesso con canali alternativi alla carta della stampante del medico, l'assistito alla fine deve sempre presentarlo al farmacista. Il Direttore generale Sechi mette nel mirino un momento specifico: quando il farmacista visualizza ed utilizza il numero della prescrizione, il codice fiscale assistito, le eventuali esenzioni. E allega una lettera del 28 aprile del Presidente Nazionale Federfarma Anna Rosa Racca al Ministero della Salute, alle sue Direzioni e alla Fofi dove si afferma che sono stati segnalati vari casi di medici di famiglia che trasmettono a mezzo e- mail il promemoria e solo in determinate farmacie, per il successivo ritiro dei farmaci da parte dell'assistito presso le medesime.
L'ipotesi contrasta con le previsioni del decreto 78/2010 sulla ricetta de materializzata, che all'articolo 11 c 16 impone il rilascio del promemoria all'assistito. L'eventuale fruizione di canali alternativi da parte di quest'ultimo passa dall'individuazione di tali canali, che non è ancora avvenuta. In Sardegna invece Federfarma ha sollecitato l'intervento dell'Assessorato perché, come ha spiegato Giorgio Congiu, presidente di Federfarma Sardegna, «si registravano comportamenti di questo genere da parte di alcuni professionisti, in tutta l'Isola». Giungono segnalazioni di analogo tenore da altre regioni, «ed è opportuno- aggiunge Congiu - è opportuno che sul tema ci sia un'unica linea d'azione». Da parte sua Umberto Antonio Nevisco segretario Fimmg Cagliari condivide lo spirito della nota dei farmacisti. «Chiama in causa il principio di libera scelta della farmacia da parte del paziente e il divieto di accaparramento di ricette da parte del farmacista. Sono i comportamenti che si vogliono scongiurare, non solo in Sardegna. Ricordo che un medico di famiglia produce da 80 a 120 ricette al giorno, l'80% per farmaci. Sarebbe però interessante capire se davvero la nota è volta a reprimere dei comportamenti già individuati di alcuni professionisti o se si vuole soltanto prevenire abusi o ancora individuare una linea di condotta per il futuro». Nevisco riflette sul fatto che si è parlato da più parti di superamento del promemoria stampato dal medico. «Il cittadino oggi non ha modo di accedere al suo promemoria online, a meno che non sia il medico stesso ad autorizzarlo, se il software lo consente, e a dargli una password, che - ipotizzo - si potrebbe utilizzare anche in farmacia. Beninteso, ove tutte le farmacie, nessuna esclusa, fossero dotate di totem da cui il cittadino nell'ambito di un sistema regionale bene informatizzato può interfacciarsi con il sistema d'accoglienza delle ricette elettroniche. È solo una tra le soluzioni secondo noi "attenzionabili" dal Ministero della Salute, di là da venire, ma che potrebbe venire incontro alle esigenze di tutti».
Mauro Miserendino
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