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Politica e Sanità

28 Giugno 2016

Diabete in farmacia, in Campania progetto Federfarma-Amd. Di Iorio: Adesioni senza precedenti


Ha preso il via il progetto di Federfarma Campania e Amd, l'Associazione medici diabetologi, che prevede un percorso formativo specifico per i farmacisti finalizzato a una migliore e più efficace informazione dei cittadini sui rischi del diabete. Proprio la Campania, infatti, in termini di incidenza percentuale, è la Regione italiana con il maggior numero di persone affette dalla patologia: 375 mila in totale, il 6,5% della popolazione, un punto in più della media nazionale (5,5%). «Il primo incontro, a Napoli, ha avuto un successo che non ci aspettavamo. Medici e farmacisti - spiega Michele Di Iorio, presidente di Federfarma Campania e promotore dell'iniziativa - sono insieme nel percorso di guida e nelle motivazioni culturali, ma sono divisi dalla burocrazia che teme sempre che certe alleanze creino poi delle pressioni alle quali le strutture pubbliche non possono sottrarsi». Secondo le stime, il trend di crescita costante del diabete proietta la Campania, da qui a 20 anni, ad avere oltre mezzo milione di pazienti malati. «In totale questo iter formativo toccherà, dopo la tappa di Napoli, le maggiori città della Regione: Benevento, Caserta, Salerno e Avellino - aggiunge Di Iorio - e non si tratterà di un semplice aggiornamento tecnico-scientifico-professionale sui presidi per diabetici, ma di un percorso a tutto tondo di conoscenza della malattia, che consenta al farmacista di avere nel suo arsenale professionale armi adeguate, sotto il profilo delle conoscenze, anche sul versate dell'approccio relazionale, per fare fronte all'aumento costante dei pazienti diabetici». Di Iorio, poi, ci tiene a precisare che è la prima volta che FederFarma scende in campo con i medici diabetologi per studiare strategie di intervento sulla popolazione. «Numeri così alti di pazienti diabetici - continua il presidente di FederFarma Campania - si registrano in Campania e non in altre regioni, soprattutto a causa degli stili di vita dei cittadini che si sono sempre rivolti con fiducia al farmacista perché vedono nella farmacia un luogo di competenza professionale. E la farmacia e i farmacisti, di fronte a quello che è in tutta evidenza un problema di rilevanza sociale, oltre che squisitamente medico, intendono offrire un contributo assistenziale».

Rossella Gemma

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