Politica e Sanità
12 Luglio 2016La Conferenza Stato-Regioni approva la bozza di decreto sui nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza): l'intero articolo 8 del documento è dedicato all'assistenza farmaceutica erogata attraverso le farmacie convenzionate, tuttavia, il comma 2, dove si parla dei nuovi servizi, «rimanda alla Legge 69/2009, quindi in sostanza a un'applicazione isorisorse e a una certa discrezionalità regionale», afferma il Senatore e presidente della Fofi Andrea Mandelli, parlando con Farmacista33. Nella Legge 69/2009, infatti, viene ribadito che "ferme restando le competenze regionali, il Governo è delegato ad adottare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi finalizzati all'individuazione di nuovi servizi a forte valenza socio-sanitaria erogati dalle farmacie pubbliche e private nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi".
Tra i servizi elencati si va dalla collaborare ai programmi di educazione sanitaria della popolazione realizzati a livello nazionale e regionale, alla prenotazione in farmacia di visite ed esami specialistici e così via, sempre "nel rispetto di quanto previsto dai singoli piani regionali socio-sanitari". Secondo Mandelli «a questo punto, visto che si parla anche di appropriatezza organizzativa, valeva la pena puntare almeno su un programma di applicazione in via sperimentale di alcune prestazioni professionali. Dai programmi di screening, come quello sul diabete di Tipo 2 condotto in Galles, alle prestazioni a supporto dell'aderenza terapeutica. Oltretutto la precedente legge di stabilità ha previsto un finanziamento, nella disponibilità del Ministero, per l'applicazione dell'Mur già validato dalla sperimentazione condotta dalla Fofi. Insomma creare a livello nazionale un modello, esportabile sulla base dei suoi risultati.
In Lombardia, per fare un esempio, il ruolo delle farmacie nell'assistenza sul territorio è uno degli aspetti che sono stati considerati nell'evoluzione del servizio sanitario». In ogni caso «va sottolineato il fatto che si cerca di generalizzare alcune prestazioni che finora erano disponibili soltanto in alcune Regioni, fenomeno che determinava un trattamento difforme tra i cittadini e, in più, quel fenomeno di migrazione sanitaria che determina non solo disagi - spesso forti - ma anche un aggravio di spesa per i cittadini - sottolinea Mandelli - Allo stesso modo è sperabile che l'aver spostato un certo numero di prestazioni dal day-hospital al regime ambulatoriale costituisca una spinta alla territorializzazione dell'assistenza. Su tutto, ovviamente, pesa ancora l'aspetto economico, e lo stesso Ministero ha premesso che per alcuni aspetti è obiettivamente difficile fare previsioni sulla base dei dati attuali. Mi pare che si conti molto su aspetti come la centralizzazione degli acquisti ed è auspicabile che questo porti i risultati sperati. In generale, i Lea attuali sono quelli stabiliti nel 2001, quindi l'approvazione dei nuovi Livelli non può che essere vista come positiva».
Attilia Burke
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