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Politica e Sanità

20 Luglio 2016

Caso software, Petrosillo: mandato allo sbaraglio e abbandonato. Rotto il rapporto con presidente Racca


«C'era bisogno di un capro espiatorio. Io sono stato mandato allo sbaraglio e poi abbandonato». È amareggiato Giovanni Petrosillo (foto), all'indomani della formalizzazione delle sue dimissioni da amministratore delegato di Promofarma dopo le vicende legate alla proposta di una software house unica per la gestione del database delle farmacie. Petrosillo racconta la sua verità a Farmacista33 su come si sono svolti i fatti e precisa come la rottura sia con la presidente Racca che lo ha individuato «come unico responsabile del fallimento». «Il progetto è tutt'altro che improvvisato» esordisce l'ex Ad di Promofarma. «Il lavoro è partito nel marzo 2015 e siamo arrivati a tre possibili modelli operativi. Il primo prevedeva un'acquisizione totale di una software house, cioè l'idea di partire da capo che, però, è stata da subito ritenuta negativa in particolare per i tempi di realizzazione. Il secondo modello prospettato» continua Petrosillo «prevedeva un accordo commerciale nel quale Federfarma avrebbe fatto da distributore esclusivo di un software prodotto all'esterno. Modello che comportava problemi di competitività. Infine la terza prospettiva era quella di acquisire una piccola società da far crescere e quindi con già un software a disposizione. Dopo diversi confronti sul tema abbiamo prima deciso di scartare il primo modello e poi tra i due rimasti abbiamo scelto quello della piccola società da far crescere. Sono state fatti vari incontri e abbiamo scelto una società che ci sembrava idonea». La svolta clamorosa arriva all'ultimo consiglio di presidenza, la sera prima dell'assemblea di Federfarma quando, pur con qualche contrarietà, si è deciso di presentare il primo progetto. «Il tema era ormai all'ordine del giorno per cui» continua Petrosillo «mi sono ritrovato a presentare la relazione tecnica del progetto che avevo osteggiato, facendo gioco di squadra e cercando di giustificare il cambio di rotta». La proposta, come noto, ha provocato lo sconcerto generale proprio perché, come conferma Petrosillo i più erano totalmente all'oscuro della cosa. Ma nonostante il suo gioco di squadra, la squadra lo ha di fatto abbandonato, sottolinea il segretario dimissionario di Federfarma Lombardia. «Sono stati fatti molti interventi con obiezioni legittime e intelligenti ma nessuno dei componenti del consiglio si è alzato a difendere il progetto e io stesso, che avrei avuto argomenti, sono stato messo a tacere». Una situazione alla quale Petrosillo ha dovuto aggiungere anche la sfiducia dichiarata della presidente Racca che lo ha individuato «come unico responsabile del fallimento. Una cosa inaccettabile vista la mia storia in Promofarma e i progetti di alta qualità gestiti nel tempo. Ho ritenuto rotto il rapporto con la persona» precisa, aggiungendo come, nonostante la richiesta di un chiarimento formale la presidente abbia confermato la sua posizione. «Una scelta politica» sottolinea Petrosillo, che esclude che in qualche modo possa avere inciso il suo operato in Promofarma. Un «segno di debolezza» per la necessità di trovare un capro espiatorio a pochi mese dalle elezioni, secondo l'ex Ad di Promofarma. E il sapore preelettorale della vicenda è sempre più palpabile.

Marco Malagutti

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