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Politica e Sanità

22 Agosto 2016

Concorsi straordinari, il punto della situazione in diverse regioni


Tra le peripezie giudiziarie e i ritardi epocali che caratterizzano il concorso straordinario per l'assegnazione di nuove sedi farmaceutiche indetto con il governo Monti, a vestire la maglia nera per la lentezza procedurale sono Umbria, Sardegna e Abruzzo, dove sono state pubblicate solo le graduatorie provvisorie. In particolare, in Umbria, "non pubblicano la definitiva perché potrebbe essere impugnata in qualunque momento - spiega a Farmacista33 Maurizio Cini, docente Università degli studi Bologna - la Commissione è particolarmente sensibile a qualunque attacco perché uno dei professori universitari che ne fa parte non appartiene a quei settori disciplinari previsti dal regolamento concorsuale, qualunque giudice di Tar potrebbe inficiarla perché è stata formata da una commissione incompetente". In Sardegna, invece, dopo la diffida da parte del Ministero della Salute nei confronti della Regione a causa dei continui ritardi nella pubblicazione della graduatoria, il Comitato Concorso Farmacie Sardegna ha chiesto il commissariamento denunciando il doppio conflitto di interesse del presidente di Federfarma regionale, sia in quanto titolare dell'unica farmacia di uno dei paesi dove è prevista l'apertura di una nuova sede, sia perché da sempre Federfarma Sardegna è schierata contro la diminuzione del quorum. Si prospetta migliore e in via di risoluzione la situazione in Abruzzo, dove «c'è stato un po' di trambusto nell'assessorato perché un funzionario è stato spostato, però poi è ritornato, per cui ora sembrerebbe imminente la pubblicazione della graduatoria definitiva», commenta Cini.

Ad aver fatto netti passi in avanti, invece, la Sicilia dove il 29 luglio è stata pubblicata in GU l'approvazione della graduatoria, anche se una sospensiva dal Tar Palermo accordata in un ricorso che contesta i criteri di valutazione dei titoli e in particolare la mancata considerazione della ruralità, potrebbe bloccare nuovamente le procedure, almeno secondo quanto detto a Farmacista33 dal coordinatore del comitato dei vincitori del concorso siciliani Giuseppe Augello: "il fatto che la graduatoria sia uscita prima della sospensiva è un passaggio importante, perché si rischiava di rimanere bloccati con quella provvisoria come sta accadendo in molte altre regioni dove probabilmente i dirigenti attendono chiarezza sul punteggio della ruralità. Il Tar non avrebbe dovuto nemmeno concedere la sospensiva, non si possono cambiare le regole quando in alcune regioni sono già state assegnate e aperte farmacie senza considerare il criterio di maggiorazione della ruralità che in Sicilia, come in Sardegna, viene reclamato in sede di tribunale". Rimane nel pieno delle polemiche la regione Lazio, dove è stata nuovamente rinviata l'assegnazione delle 274 sedi che la Commissione aveva ripromesso di avviare entro fine luglio, fermo restando che tale assegnazione avrebbe comunque sollevato altre problematiche se si considera che con la Determina dirigenziale dello scorso 13 luglio, la Regione aveva disposto formalmente di "sospendere l'assegnazione delle 7 sedi di Latina in attesa della decisione del Consiglio di Stato" previsto per fine ottobre.

A ritardare le assegnazioni, questa volta, la necessità di portare avanti verifiche antimafia sulle concessioni per l'apertura delle farmacie. In Emilia Romagna, invece, stanno aprendo le prime delle 119 farmacie assegnate al primo interpello, mentre la contestata questione della contitolarità è stata "rimandata - spiega l'avvocato Gustavo Bacigalupo dello Studio Associato Bacigalupo-Lucidi interpellato da Farmacista33 - La scelta di conferire la titolarità delle sedi assegnate alle persone fisiche piuttosto che alle società, infatti, verrà presa dal Consiglio di Stato solo in via definitiva e non in questa fase. Nel frattempo le autorizzazioni per l'apertura dei presidi sono conferite alle persone fisiche dei vincitori in forma associata (perché attualmente gli emiliani si trovano ad essere investiti della titolarità in forma personale)". Le restanti 64 sedi, non assegnate perché non accettate dai vincitori cui sono state proposte, restano disponibili per il secondo interpello. In Veneto è prevista per settembre l'assegnazione a seguito del primo interpello, ma la Regione sembrerebbe intenzionata a sottrarre ai primi interpellati le sedi sub judice, proprio come era stato fatto in Toscana. E proprio in Toscana a luglio sono state date le prime delibere per l'apertura delle 44 farmacie assegnate con il secondo interpello: delle 77 sedi messe in palio per i candidati che si erano classificati dalla 116esima posizione in avanti, 33 sono state rifiutate. Il terzo interpello per l'assegnazione di queste ultime sedi è previsto entro l'autunno di quest'anno. I ritardi apparentemente inspiegabili dell'Alto Adige, invece, sarebbero riconducibili a "un contenzioso che ha portato a un'ordinanza di sospensiva per le procedure di assegnazione per via di un'esclusione di un candidato a cui viene attribuito il non possesso dei requisiti di partecipazione, quando in realtà, a mio avviso, così non è", spiega Maurizio Cini, mentre nella provincia autonoma di Bolzano le procedure del concorso straordinario sono sospese, almeno fino ai primi di gennaio 2017, in attesa di giudizio, per ragioni prevalentemente legate ai candidati con titoli ottenuti all'estero. In Campania manca la Commissione esaminatrice perché revocata per comunicata incompatibilità di uno dei componenti nominati e anche se una successiva sospensione di tale provvedimento ridarebbe "validità" alla commissione nominata, in realtà tutto rimane bloccato almeno finché non verranno espresse le sentenze di merito del Tar. In Puglia, invece, è stata "respinta l'istanza di sospensione della sentenza del Tar Puglia n. 115/2016, che aveva rigettato il ricorso di alcuni titolari di farmacia del comune contro la mancata soppressione dalla pianta organica di una sede che nella revisione ordinaria del 2014 (sulla base, peraltro molto discutibile, dei dati Istat al 31/12 dello stesso anno) era risultata soprannumeraria in conseguenza del decremento demografico - spiega l'avvocato Bacigalupo - Si trattava della diciassettesima sede di San Severo. La sentenza del Tar aveva comportato anche la mancata esclusione di tale sede dal primo interpello, richiesta dai ricorrenti, che pertanto, liberata dalla pronuncia dei giudici baresi, è stata inserita nell'elenco delle sedi disponibili per i primi interpellati". Rimane in un limbo anche la Lombardia, dove "appena perfezionata la fase del primo interpello, la Regione ne ha subito disposto l'integrale annullamento e tutto dovrà ripartire ex novo con l'azzeramento nei fatti delle scelte già operate dai primi interpellati tra il 6 e l'11 marzo", spiega Bacigalupo.


Attilia Burke

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