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Politica e Sanità

06 Settembre 2016

Mmg in farmacia, l’esperto: legge del ’38 lo vieta ma le esigenze sono cambiate


L'ipotesi di ospitare il medico di famiglia nei locali della farmacia, ventilata stando a quanto emerso da un'inchiesta realizzata da Farmacista33 nelle scorse settimane, nelle zone in cui gli ambulatori di base per diversi motivi non ci sono, è in contrasto con regolamento per il servizio farmaceutico del 1938. «Secondo questa norma» spiega Maurizio Cini, docente ordinario presso L'università di Bologna «deve esserci una separazione fisica tra lo studio medico che deve avere anche l'ingresso separato da quello della farmacia. Si tratta però di una legge scritta 80 anni fa, e da allora i tempi sono cambiati, i medici di famiglia si occupano sempre più spesso di pazienti cronici, di pazienti con piani terapeutici che necessitano di ripetere la prescrizione senza fare una visita. Per ovviare a questo problema, che spesso si presenta nelle zone rurali poco presidiate e dove scarseggiano locali da offrire ai medici, si potrebbe chiamare in causa le autorità competenti, Sindaco e Asl per una deroga e consentire al medico di appoggiarsi alla farmacia per compilare le ricette». Secondo Cini sarebbe «una soluzione che va incontro alle nuove esigenze emergenti e che facilita la comunicazione tra operatori e paziente».

Come lo sono altre soluzioni: «In provincia di Ravenna» segnala a titolo di esempio «avevano installato un "ricemat", un totem telematico tramite cui il paziente inserendo la tessera sanitaria, accede alla lista dei farmaci con cui è in terapia e previo controllo della data dall'ultima prescrizione, può ritirare la sua ricetta». Inoltre, con la normativa sulla ricetta elettronica, conclude, «non si presenta né il problema della privacy né dell'accaparramento di ricette, da momento che è solo con una delega scritta del paziente che il medico può inviare a una specifica farmacia scelta dal paziente. Va ricordato anche che la legge regionale Emilia-Romagna n. 2/2016 consente la trasmissione della ricetta elettronica via mail o con altri mezzi a distanza».

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