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Politica e Sanità

08 Settembre 2016

Spese sanitarie nel 730 precompilato: molti errori e imprecisioni


Mentre un decreto del ministero dell´Economia allarga l'obbligo di invio dati del 730 precompilato ai poliambulatori e alle altre strutture private, arrivano i dati dei Centri di assistenza fiscale delle Acli sulle risposte dei cittadini a spese e detrazioni inserite online. Il Fisco ormai "vede" oneri e spese del 93% di tutti coloro che compilano il modello. Ma nel novero delle spese sanitarie lo scorso giugno in molti hanno dovuto ritoccare i righi, insieme a quelli sui fabbricati, per cifre da correggere. Le spese sanitarie sono state modificate dal 54% dei cittadini e lasciate intatte dal 7%. Nel 38% dei casi il dato non c'era e nel 12% è stato aggiunto nel 26% è stato lasciato com'era. Per Alessandro Terzuolo, commercialista dello studio Terzuolo Brunero e Associati di Torino (che segue associazioni come gli odontoiatri Aio) «quest'anno con decreto del 2 agosto si pone intanto fine a una disparità: fin qui i 730 non riportavano le spese sanitarie sostenute dai cittadini presso strutture grandi (strutture in forma di società di capitali autorizzate per l'erogazione dei servizi sanitari e non accreditate al SSN), ora da gennaio 2017 l´obbligo di spedizione dei dati sulle fatture sarà per tutti gli erogatori di cure. Resta l´esclusione dei psicologi; le spese sostenute dai cittadini presso di loro danno diritto alla detrazione per le spese mediche (19%), ma essendo obbligati all´invio solo gli iscritti all´Ordine dei Medici e Odontoiatri, i dati delle sedute non vanno sul 730». È interessante per Terzuolo che quasi metà (45%) dei contribuenti si adegui al dato sul 730. «I dati sulle carte che ci vengono presentate per le detrazioni sui 730 che compiliamo nel nostro studio - campione piccolo rispetto a tutti i 730 ma pur sempre rappresentativo - non coincidono quasi mai al 100% con quelli immagazzinati dall´Agenzia delle entrate; in qualche modo sono sempre da correggere, o ne mancano alcuni o ci sono errori, è molto raro vedere elenchi coincidenti. Certo, al cittadino prende tempo chiedere il Pin e accreditarsi per correggere i righi sbagliati. Inoltre il sistema non prevede controlli sull´eventualità di errori nel 730 precompilato e accettato dal contribuente senza modifiche». Per inciso, per opporsi ai dati sanitari già inseriti sul 730 online il contribuente deve accedere alle aree dedicate sul sito dell´Agenzia delle Entrate, consultare gli elenchi e selezionare le singole voci per correggerle o aggiungere. Dal 1° ottobre dell´anno in cui è stata sostenuta la spesa al 31 gennaio dell´anno dopo, inoltre, si può chiedere all´Agenzia online o telefonando ai numeri 848.800.444, da cellulare 0696668907 e dall´estero 0696668939 di rendere disponibili sul sito solo alcune delle spese sanitarie. Per evitare da subito l ´invio dei dati, invece, al momento di pagare la visita si chiede al sanitario di annotare sulla fattura che la spesa non va comunicata al Fisco. Per le altre detrazioni ci sono meno errori. Le spese universitarie sono meno ritoccate. «Sui dati relativi agli interessi passivi per i mutui prima casa a volte abbiamo a che fare con valori fuori norma, ad esempio nel caso in il mutuo concesso superi il valore dell'immobile (magari perché finanzia anche la ristrutturazione)». Ultima annotazione riguarda la cadenza delle spedizioni: «Il grosso degli invii si concentra a fine anno, anche per esperienza comune di altri colleghi pochissime sono le spedizioni mensili, nel caso di più di 500 tra prestazioni e codici fiscali da inviare- spiega Terzuolo - il consiglio è quello di procedere con un invio semestrale anche per guadagnare tempo rispetto a incongruenze anagrafiche che l´Agenzia delle Entrate dovesse rilevare (le più diffuse sono sul codice fiscale, se è sbagliato non si accede all´aggregazione dei dati di spesa). In ogni caso, molti studi sono dotati di un meccanismo di verifica automatica della correttezza del codice fiscale nel programma contabil-fiscale, anche se non mancano i problemi con soggetti esteri o che hanno variato il codice».


Mauro Miserendino

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