Politica e Sanità
13 Settembre 2016In E. Romagna circa l'85% dei tirocinanti che a settembre 2015 avevano concluso la loro esperienza di sei mesi al massimo hanno poi stipulato almeno un contratto di lavoro dipendente o parasubordinato. In tutto 516 contratti su 608 tirocini, dei quali 243 stipulati con la farmacia dove era stata svolta l'esperienza formativa. Questi alcuni dei dati snocciolati dalla giunta Bonaccini in seguito a una interpellanza sul tema presentata in assemblea regionale dal consigliere del Pd Giuseppe Paruolo e riportati dalla stampa locale. A spingere Paruolo a portare in Regione il tema era stato il boom di tirocini nelle farmacie dell'Emilia Romagna che, se nel 2008 era di appena 37, nel 2015 si è moltiplicato fino ad arrivare a 270, per un totale di 810 tirocini attivati tra il 2008 e il 2015.
I dati sarebbero, tuttavia, «incompleti», almeno secondo il presidente dell'Ordine dei farmacisti di Rimini Giulio Mignani che si interroga sui numeri: «Cosa è stato conteggiato in questi dati? Cosa significa che 516 persone hanno stipulato un contratto? Che tipo di contratto? Potrebbe essere una sostituzione di maternità, oppure un contratto di 10 giorni in un anno o due pomeriggi a settimana per qualche mese, piuttosto che la stagione in una località balneare». E ad esporre i propri «dubbi sull'utilizzo corretto dei tirocini» era stato anche il Movimento 5 Stelle: Raffaella Sensoli, Silvia Piccinini e Andrea Bertani, in un'interrogazione alla giunta Bonaccini in Regione, avevano chiesto chiarimenti in merito a «quanti siano i tirocini rivolti a laureati e diplomati nell'ultimo triennio? Quanti tirocinanti, a sei mesi dalla conclusione del tirocinio, sono oggi occupati? Quanti tirocinanti hanno un'occupazione coerente con il percorso di istruzione svolto?», riporta la stampa locale.
I 5 stelle avevano anche evidenziato come «il ricorso a tirocini per i farmacisti risulterebbe essere particolarmente intenso in aree della regione contrassegnate dall'esplosione di voucher, come Rimini e Bologna». Si ricorda che nei dati presentati dalla giunta Bonaccini sono compresi quelli riferiti ai contratti subordinati e che tra i contratti subordinati sono compresi quelli remunerati con i voucher e chi viene remunerato con tale modalità, per Legge, non può ricevere dal medesimo committente un compenso superiore ai 2020 euro annui.
Un altro interrogativo preme al presidente dell'Ordine di Rimini: «chi non ha fatto il tirocinio ha trovato lavoro con più o meno facilità rispetto a chi lo ha fatto? La giunta dice che su 608 tirocinanti 508 hanno avuto un contratto, ma su 600 farmacisti che non hanno fatto il tirocinio, in quanti hanno trovato lavoro in sei mesi? Il tirocinio aiuta veramente a trovare lavoro o no? Perché se su 600 persone che non hanno fatto tirocinio nell'arco di sei mesi 500 hanno trovato comunque lavoro, si potrebbe tranquillamente dire che il tirocinio non serve a nulla ai fini dell'assunzione. Mancano dei dati per poter fare delle valutazioni corrette. Manca il confronto, manca il placebo», conclude Mignani.
Attilia Burke
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