Politica e Sanità
16 Settembre 2016Da sei anni le farmacie di Verona e provincia denunciamo il grave fenomeno dei cosiddetti "farmaci fantasma": circa 1.000 casi l'anno tra farmaci per la cura di gravi patologie del sistema nervoso e cardiovascolare, ma anche insulina, analgesici e antineoplastici. A rilanciare il tema Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona che definisce il documento condiviso e siglato nei giorni scorsi da Aifa, Ministero della Salute, Federfarma, Farmindustria, Assogenerici «un accordo per fare finalmente luce sulle responsabilità e interrompere il drammatico fenomeno dell'irreperibilità di farmaci».
Da sei anni, spiega Bacchini «denunciamo il grave fenomeno dei cosiddetti "farmaci fantasma" ai danni dei pazienti che si rivolgono alle farmacie. Non solo. Ogni qualvolta si presenta un caso del genere il farmacista, per non lasciare il paziente alla mercé della situazione, è costretto ad ordinare direttamente all'azienda farmaceutica quel determinato prodotto con la speranza che il farmaco possa essere recapitato al più presto, ma non sempre avviene. È evidente che questa situazione deve finire perché insostenibile per tutti. A Verona abbiamo anche attivato un sistema informatico tramite il quale ogni farmacia può chiedere la disponibilità del farmaco mancante alle altre farmacie della provincia permettendo così, in poche ore se disponibile, la consegna del medicinale al paziente. Si tratta di un sistema molto complesso, ma altrettanto utile realizzato da Federfarma e messo a disposizione delle farmacie per i cittadini, che viene utilizzato quasi tutti i giorni dell'anno. Sottolineo» aggiunge «che quelli di cui stiamo parlando sono farmaci molto importanti per la cura di gravi patologie del sistema nervoso e cardiovascolare, ma anche insulina, analgesici e antineoplastici. Tutti farmaci che vengono venduti all'estero prima che sia garantita la copertura italiana. Ogni mese inviamo alla Regione Veneto che poi lo gira al Ministero della Salute, un elenco dettagliato di tutte le segnalazioni pervenute dalle singole farmacie della provincia e il calcolo è davvero impressionante: circa 1.000 casi l'anno solo per le farmacie di Verona e provincia». Grazie al documento condiviso, prosegue Bacchini, «inizierà a breve è il primo concreto monitoraggio su tutti i fronti con l'obiettivo di individuare il percorso di tutti quei farmaci che ad un certo punto "scompaiono" dalla filiera italiana risultando irreperibili dalle farmacie e quindi per gli utenti. Si tratta, in definitiva, di individuare iniziative condivise per consentire la coesistenza delle attività di un'esportazione corretta con l'esigenza di garantire il corretto svolgimento del servizio farmaceutico nazionale. Ritengo» conclude «che questo accordo possa essere un passaggio concreto per mettere la parola fine alla pratica dell'esportazione parallela quando questa mette in crisi la distribuzione sul nostro territorio. Ricordo, infine, che in passato di questo fenomeno si è occupato anche il nostro assessore regionale alla Sanità Luca Coletto e che vi sono state specifiche interrogazioni da parte di consiglieri regionali e anche a livello parlamentare». (SZ)
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