Farmacie online, Piemonte capofila. Resta preoccupazione per controllo su terapie
Dopo più di un anno dalla circolare del Ministero della Salute che ha dato il via libera all'e-commerce nel settore farmaceutico, il numero dei presidi autorizzati è cresciuto lentamente e a macchia di leopardo. Scorporando i dati raccolti proprio dal ministero della Salute, Farmacista33 ha voluto verificare, Regione per Regione, il numero delle farmacie che ad oggi risultano operative e che hanno cioè attivato la vendita di farmaci online.
A guidare la classifica è il Piemonte, con 61 farmacie "sbarcate" sul web con un'attività di vendita di farmaci. Seguono la Lombardia con 55 esercizi autorizzati e la Campania con ben 39 farmacie on line. Emilia Romagna e Lazio a pari merito, con 34 farmacie ognuna sbarcate sul web. Ai piedi del podio si colloca il Veneto con 20 farmacie e via via la Puglia, la Sardegna e la Toscana con 15 farmacie autorizzate ognuna e le Marche dove se ne contano 12. Umbria e Sicilia, rispettivamente, 6 e 7 farmacie con la licenza; mentre ce ne sono 4 sia in Friuli che in Liguria. In Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Valle d'Aosta e nelle Provincie autonome di Trento e Bolzano non è stata invece ancora rilasciata alcuna autorizzazione alla vendita di farmaci online presso farmacie.
La normativa impone ai titolari di rivolgersi alle Regioni per chiedere l'autorizzazione alla vendita online ma per tutelare in ogni modo il cliente la farmacia che richiede l'autorizzazione per l'e-commerce, prima di entrare a far parte del circuito online, deve attendere un particolare bollino digitale, che arriva dal Ministero. Questo "marchio", senza il quale non si può effettuare vendite, certifica qualità e serietà non solo della farmacia ma anche dei prodotti venduti. Ma proprio per la delicatezza della merce venduta, Federfarma ha specificato in una nota diffusa agli associati, che è consentito vendere al pubblico via internet soltanto i farmaci Sop di fabbricazione industriale, non le formule officinali allestite in farmacia sulla base della Farmacopea ufficiale. I termini della questione, recita la circolare, «si desumono chiaramente dalla normativa di riferimento»: l'online sui farmaci senza obbligo di ricetta era stato autorizzato dal d.lgs 17/2014, attraverso alcune modifiche al decreto legislativo 219/2006. Quest'ultimo tuttavia, ha per ambito di applicazione i soli farmaci preparati industrialmente, e all'articolo 3 esclude esplicitamente dal proprio campo applicativo formule officinali e magistrali». Ne consegue, scrive Federfarma, che gli articoli del 219/2006 in cui si tratta di e-commerce farmaceutico si applicano ai soli medicinali di produzione industriale e non alle formule officinali, anche se non c'è l'obbligo di ricetta. Per le stesse ragioni, prosegue la circolare, restano fuori dall'online anche i farmaci veterinari, pur'essi estranei al perimetro applicativo del d.lgs 219/2006 (di loro si occupa infatti il decreto legislativo 193/2006). E vanno verso uno stesso atteggiamento di prudenza, le dichiarazioni dei tre rappresentanti Federfarma. «Nonostante, forse, alcuni aspetti positivi del fenomeno - precisa Osvaldo Moltedo, presidente di Federfarma Lazio - è una cosa che non condivido in generale. Viene meno il rapporto con il farmacista che è fondamentale per la cura del paziente e per il monitoraggio dei medicinali assunti». Della stessa opinione, Massimo Mana presidente di Federfarma Piemonte, regione in vetta alla classifica. «Bisogna fare una distinzione tra la vendita online di un parafarmaco e la vendita di un medicinale che non può essere invece venduto senza un filtro, cioè senza l'aiuto di un professionista che in questo caso è il farmacista. Qualche rischio sanitario ci sarebbe». E a descriverlo proprio come «un fenomeno da circoscrivere» è Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo. «A partire da ottobre faremo delle campagne informative per i nostri colleghi, così da prepararli sui rischi e sui benefici di questa nuova 'dimensione' della farmacia. È probabilmente un'opportunità, ma credo che allo stesso tempo sia un fenomeno da circoscrivere perché è necessario che il paziente abbia un rapporto diretto con noi farmacisti».
Rossella Gemma
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