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Politica e Sanità

20 Settembre 2016

Farmaci contraffatti sul web, da Rimini rinnovato l’allarme per la salute


Un rinnovato allarme contro la contraffazione farmaceutica, pericoloso fenomeno in continua evoluzione, è stato lanciato l'altro ieri a Rimini, durante il convegno "Contraffare la salute", a cura della Società Italiana di Farmacologia (Sif) e della Società Italiana di Tossicologia (SITOX). L'esigenza è nata dalla necessità di contrastare i laboratori criminali che sfruttano le potenzialità del web per smerciare in Europa e nel mondo sostanze di facile vendita: i dati attestano un mercato miliardario, con il 10% dei medicinali contraffatto in tutto il mondo e punte del 30% in Asia, Africa e America Latina. Altre cifre eloquenti sono fornite da Gioacchino Nicolosi, vicepresidente di Federfarma.

«Solo lo 0,6% degli acquisti dei farmaci on-line è legale» afferma «e il 32% dei farmaci illegali venduti on-line non ha nessun principio attivo. In Italia oggi ci sono solo 166 farmacie on-line legali». «I contraffattori, come qualunque imprenditore, agiscono dove sentono che c'è mercato» prosegue Marta Gramazio, dell'Unità di prevenzione della contraffazione di Aifa. «Per questo in Europa i farmaci più contraffatti e richiesti dagli utenti sono prodotti dimagranti oppure steroidi e anabolizzanti per potenziare abilità fisiche e sportive e ancora prodotti per disfunzione erettile. Oltre che antitumorali, perché sono farmaci molto costosi. Sul fronte dei Paesi in via di sviluppo invece, rimarca Gramazio, i contraffattori «immettono farmaci salvavita come antivirali, antimalarici oppure per Aids. Sempre in Europa» aggiunge «stanno aumentando le richieste di sostanze illegali che sbiancano la pelle da parte di utenti migranti di colore. Un trend aumentato di pari passo con le ondate migratorie da Africa e Oriente». «L'imprenditoria della contraffazione è alimentata da numerosi motivi tra cui non solo la non disponibilità del farmaco ma anche l'assenza sul mercato legale perché non approvato in un determinato Paese» spiega Patrizia Hrelia, presidente Sitox. «Si ricorre al mercato illegale anche quando il medico prescrittore rifiuta una ricetta, per esempio per farmaci che danno dipendenza come alcuni tranquillanti. Enormi i rischi per la salute, se pensiamo che spesso nei medicinali contraffatti si trovano sostanze nocive come - un esempio su tutti - glicole etilenico, un comune antigelo». Il problema non riguarda solo i farmaci.

«Gli integratori alimentari con ingredienti botanici sono una classe di prodotti molto soggetta a contraffazione, perché estremamente popolari in quanto è usuale pensare che 'naturale è per definizione sicuro'» sottolinea Patrizia Restani, responsabile del Laboratorio di chimica e tossicologia degli alimenti dell'Università di Milano. Così, continua, «il consumatore pensa erroneamente che, se anche è di provenienza illecita, l'integratore sicuramente non sarà tossico, perché è 'fatto con piante'». «Anche gli alimenti sono prodotti oggetto di contraffazione» rileva Stefano Cinotti, dell'Istituto zooprofilattico di Brescia. «Abbiamo riscontrato in campioni di macinato, brodo, insaccati, kebab percentuali di equino, per esempio, oppure tacchino o specie che, da etichetta, non dovrebbero essere nell'alimento». «Esiste una Mafia della salute che investe su farmaci, integratori e alimenti» conferma Claudio Vincelli, Comandante dei Carabinieri per la tutela della salute di Roma. «Noi» conclude «saremo il braccio armato delle Università e degli operatori sanitari».

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