Politica e Sanità
21 Settembre 2016In Liguria continua la polemica sulla decisione della Giunta Toti di cancellare la distribuzione diretta dei farmaci salvavita: un sistema che era stato adottato dall'Asl 1 di Imperia e che prevedeva anche il recapito a domicilio per i pazienti. «Al suo posto - spiega a Farmacista33 Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione - la Giunta ha deciso di introdurre l'obbligatorietà della cessione in nome e per conto (e quindi il ritiro dei farmaci in farmacia), con una spesa maggiore per le casse della Regione. Un provvedimento che vanifica quanto fatto in passato. È stato detto che il partito democratico porti avanti questa battaglia per attaccare il sistema farmacie, ma non è assolutamente vero e voglio sfatare questa ipotesi». Ultimo passaggio della vicenda, il Consiglio regionale voluto proprio dal partito democratico per discutere la scelta della Regione, che però non ha sortito grossi cambiamenti.
Come si è chiusa la riunione di martedì?
Il Pd insieme al Movimento 5 Stelle ha presentato un documento che il centrodestra ha respinto, mantenendo la propria impostazione. Abbiamo fatto presente di verificare che, così operando, non si configuri un danno erariale. Perché è evidente che se scientemente si fanno lievitare costi contenibili, si crea un danno alla collettività.
Perché il Pd ha voluto questo Consiglio regionale?
Il Consiglio regionale è stato richiesto dal partito democratico in relazione a questa ormai famosa delibera di Giunta, nella quale si è deciso di mettere fine a quell'esperienza che era partita, dalla realtà di Imperia, nella precedente amministrazione regionale, tesa ad un controllo sulla spesa farmaceutica con l'erogazione dei farmaci direttamente dalle Asl. Il servizio era organizzato in modo capillare avendo addirittura la possibilità di riceverne a domicilio. L'erogazione diretta dai nostri calcoli costa 1 euro e 80 cent, l'erogazione in nome e per conto costerebbe più di 7 euro e questo porterebbe ad un aggravio di circa 6 euro complessive. Nulla in contrario a che la cosa avvenga, ma con gli stessi costi del pubblico. Solo così vedremo valorizzato il ruolo importante delle farmacie come presidio sul territorio, insieme però al contenimento dei costi.
Quali sono i fatti che contestate?
Che questa amministrazione regionale abbia deciso di smantellare il modello dell'erogazione centralizzata e di far passare la distribuzione per le farmacie ad un costo molto superiore. La nostra polemica non si basa sul fatto che le farmacie svolgano questa funzione, anzi lo riteniamo un fatto auspicabile. Ma abbiamo chiesto che ciò avvenga agli stessi costi del servizio pubblico centralizzato, perché significa evitare che ci sia una crescita vertiginosa della spesa farmaceutica e, di conseguenza, un contenimento dell'ipotesi di aumenti tariffari. Questa delibera inoltre, al di là che smantellare un sistema che funzionava, ha previsto anche che il controllo del sistema avvenga pariteticamente dalla Regione Liguria e da Federfarma. Ma non è possibile che il pubblico si faccia controllare dal privato. È stato detto che il partito democratico faceva questa battaglia per attaccare il sistema farmacie, ma non è assolutamente vero e voglio sfatare questa ipotesi.
Che performance ottiene la Liguria in campo sanitario?
Nel 2005, finché eravamo governati dal centrodestra, in questa Regione si era accumulato un debito di 350 milioni, e per questo la Liguria era entrata a far parte delle regioni canaglia con un aumento della tassazione che scatta quando c'è un debito eccessivo. Quando vince il centrosinistra, rientriamo completamente tra le regioni più virtuose e diamo vita al conseguente abbassamento delle tasse ai cittadini. Le leve attraverso le quali il centrosinistra è riuscito a portare avanti questi obiettivi sono essenzialmente state 3: la chiusura di alcuni ospedali considerati doppioni, passando da 27 a 19 ospedali; un contenimento dei costi un po' su tutti i versanti; e il terzo è proprio il contenimento della spesa farmaceutica che subisce, dal 2010 al 2015, una diminuzione di più di 100milioni di spesa farmaceutica complessiva. Questi dati sono importanti alla luce del fatto che rispetto alle altre regioni d'Italia, noi abbiamo l'8% in più di anziani.
Rossella Gemma
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