Entra in vigore domani l'accordo tra la regione Lazio, Federfarma Lazio e le Associazioni Farmacie Pubbliche per la distribuzione dei farmaci per conto (Dpc). L'intesa che avrà una durata di 4 anni è stata siglata a Roma dal presidente della regione, Nicola Zingaretti, dal presidente di Federfarma Lazio, Osvaldo Moltedo, e per Confservizi Lazio-Associazioni Farmacie Pubbliche, da Massimo Serafini. Stando all'accordo i farmaci in distribuzione per conto vengono erogati dalle farmacie della regione Lazio, che li acquista con una procedura di gara a un prezzo inferiore rispetto a quello pubblico che viene rimborsato in convenzionata e saranno coinvolte 1500 farmacie, contro le attuali 52. Doppia la valenza del documento siglato - come spiegato dal presidente Moltedo - facilitare l'accesso alle cure per i pazienti e produrre risparmi sulla spesa farmaceutica. Nel corso dell'ultimo triennio di vigenza della Dpc le cifre indicano infatti risparmi per milioni di euro(oltre 500 mln): nel 2013 sono in tutto 148 milioni di euro, 190 milioni nel 2014 e infine nel 2015 sono stati quasi 205 i milioni di euro risparmiati al netto della remunerazione. La distribuzione tramite le farmacie presenti sul territorio agevola il cittadino nell'accesso alla terapia, migliorando allo stesso tempo il monitoraggio e la tracciabilità dei farmaci.«Oggi cambia, e di molto, la qualità dell'offerta per tanti malati cronici» commenta il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. «È una bella notizia perché migliora molto la qualità dei servizi ai cittadini, ma le istituzioni spendono di meno. Si tratta di un'altra bella rivoluzione, delle cose possibili da fare per il bene dei cittadini».Anche in Abruzzo nel frattempo è stato firmato il decreto commissariale che istituisce - a partire dal 2017 - i servizi Farmacup e Dpc. L'attivazione è stata possibile grazie a un accordo sottoscritto tra la Regione (attraverso l'Agenzia Sanitaria Regionale) e i rappresentanti di Federfarma e Assofarm. «Si tratta di un ulteriore passo avanti nel potenziamento della medicina territoriale» spiega l'assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci «che rappresenta il pilastro della nuova governance della sanità regionale. L'Abruzzo, fino a oggi, era l'unica Regione italiana a non aver stipulato intese con le organizzazioni di categoria per questo tipo di servizi, previsti da una legge nazionale del 2001. Ora anche questo gap è stato colmato e siamo certi che i benefici per i cittadini saranno evidenti, soprattutto per coloro che vivono lontani dalle grandi aree urbane».
Marco Malagutti
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