Patto di categoria: il “Manifesto” di Contarina per una farmacia protagonista
«Spero che si realizzi un 'patto' tra tutti i singoli farmacisti d'Italia, perché credo che la 'base' debba tornare ad essere protagonista dei processi decisionali della nostra categoria e anche del nostro sindacato. Solo così potremo essere uniti e forti». Tratteggia una rotta precisa il presidente di Federfarma Roma, Vittorio Contarina, nel suo nuovo libro dal titolo "Un nuovo patto di categoria - Idee, valori e ambizioni per la farmacia italiana nell'era dei capitali". Edito da Edra e con la prefazione del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, il volume delinea gli scenari della nuova farmacia italiana, quella che nascerà proprio da questo "patto" tra farmacisti.
«Servono un cambio radicale di mentalità, scelte coraggiose, proposte concrete e un nuovo patto di categoria per superare le attuali divisioni interne e sopravvivere uniti ai cambiamenti in atto nel settore», spiega Contarina nell'intervista con Farmacista33 a margine della presentazione del suo libro, presso il Nobile Collegio Chimico Farmaceutico di Roma. E continua parlando di tutti quei possibili 'nemici' della categoria «che non vogliono il bene del Ssn e dei cittadini italiani». Ma secondo Contarina, in qualche modo, negli anni i farmacisti si sono resi nemici di loro stessi aprendo delle divisioni tutte interne alla categoria. «I farmacisti dovrebbero tornare a spalleggiarsi a vicenda - avverte - e questo è necessario anche perché sono convinto che la base debba tornare ad essere protagonista dei processi decisionali più importanti della società civile».
Quanto alla sfida che si affaccia con il ddl Concorrenza, Contarina risponde citando la 'teoria della catena'. «Questo è un libro che tratta di unità. Nel libro associo i farmacisti a tanti piccoli anelli di una catena il cui valore e la cui forza si definiscono proprio in base al legame fra gli anelli stessi». È questa l'idea di farmacia che il presidente Federfarma vuole portare avanti, «quella in cui la parola "cuore" diventa l'acronimo di se stessa e dei valori che per noi devono essere irrinunciabili: C come "coraggio", U come "umiltà", O come "orgoglio", R come "rispetto", E come "empatia". Sono questi gli elementi che abbiamo come singoli professionisti e che dobbiamo trasferire alla categoria, per non perdere la nostra identità anche nel cambiamento. Ma di idee per reagire a questo momento di trasformazione ce ne sono tante altre. Le indicazioni contenute nel libro sono solo l'avvio di questo percorso» conclude Contarina.
Rossella Gemma
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