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Politica e Sanità

23 Novembre 2016

Crimine farmaceutico e pratiche distributive sotto la lente dei Nas


Dodicimila controlli, 88 arresti, 3.900 persone denunciate, 8.000 illeciti penali, un totale di 4.400.000 euro di sanzioni, e ancora 246.128 confezioni di medicinali e 663.262 fiale e compresse sequestrate, per un valore complessivo di 2.596.947 euro. Questi i numeri dell'attività operativa svolta dai Nas da gennaio a ottobre 2016, volta a contrastare le attività illecite nel mondo del farmaco. A illustrare i dati del crimine farmaceutico è il maggiore Pasqualino Clemente, caposezione operazioni comando Carabinieri per la tutela della salute, a Roma in occasione di un incontro organizzato da Assoram, a cui hanno preso parte i vertici delle istituzioni e della distribuzione di settore.

È stato osservato che «le basi strategiche delle organizzazioni criminali sono ubicate nello stesso Paese dove il prodotto finale viene venduto, mentre l'allestimento dei farmaci contraffatti avviene per lo più in Paesi asiatici e dell'est, dove la normativa di settore è maggiormente permeabile, la manodopera è a basso costo e non sono neanche riconosciuti i diritti di proprietà intellettuale - spiega Clemente - I numeri degli interventi sono significativi ed evidenziano come i Nas in collaborazione con Aifa, stiano studiando il settore in modo molto approfondito». Furti, smarrimenti non denunciati e contraffazione sono solo alcuni dei mille volti del crimine farmaceutico, che trova ampio spazio anche nelle distorsioni distributive che si traducono in indisponibilità. «Dopo il 2010, con l'esplosione del numero dei farmacisti che hanno anche una licenza da grossista, i flussi in uscita dall'Italia sono diventati talmente rilevanti da generare una vera e propria crisi di disponibilità di prodotto su una serie di farmaci importanti - afferma il direttore dell'ufficio "Qualità dei prodotti e contraffazione" dell'Aifa Domenico Di Giorgio - si tratta di farmaci presenti in grosse quantità, ma che escono in quantitativi ancora maggiori, come il clexane».

Per scongiurare questi fenomeni, le istituzioni e i Nas hanno trovato ampia collaborazione anche nelle aziende private che giocano secondo le regole, i cui interessi sono minacciati da chi opera in modo disonesto. «Per legge, il distributore prima di esportare è obbligato a servire il proprio territorio» afferma Di Giorgio, rimarcando uno dei principi raccolti anche nel documento condiviso dai vertici di tutti gli attori della filiera, che sancisce diritti e doveri dei distributori intermedi. La comunicazione trasparente tra pubblico e privato è uno dei punti chiave della lotta al crimine farmaceutico. Per favorire un'ottimale adesione alle buone pratiche di distribuzione, Assoram ha formulato un compendio che riassume e spiega tutti i passaggi necessari affinché un distributore svolga il proprio lavoro senza intoppi burocratici, garantendo il rispetto delle leggi. Le linee guida, presentate a Roma «rappresentano un vero e proprio aiuto, anche per i piccoli operatori - afferma il segretario generale Assoram, l'avvocato Mila De Iure - è un tentativo di aprire un dibattito con istituzioni e le atre associazioni di categoria, lo abbiamo consegnato ad Aifa, Nas, e Ministero della salute».

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