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Politica e Sanità

10 Gennaio 2017

Convenzione, Pomo: richieste Federfarma legittime, bisogna capire se finanziabili


Il 2017 si apre con un nuovo incontro tra Sisac (la struttura interregionale che gestisce le negoziazioni dei rinnovi convenzionali) e i vertici Fedefarma per discutere del rinnovo della convenzione farmaceutica: un processo lungo e tormentato, quello del rinnovo, che ha lasciato l'amaro in bocca a chi pensava che il 2016 sarebbe stato l'anno buono per sbloccare una situazione ormai incagliata da quasi 19 anni. Se attualmente l'atto di indirizzo per la nuova convenzione è al vaglio dei ministeri competenti, a far discutere in altra sede sarebbe «il tema della distribuzione dei farmaci di fascia A tra regime convenzionale, diretta e dpc - spiega a Farmacista33 il Coordinatore della Sisac Vincenzo Pomo - ma anche il ruolo che la farmacia deve assolvere rispetto ai compiti definiti dalle norme sulla farmacia dei servizi, tenendo conto dell'incremento della spesa pubblica che lo sviluppo di queste attività comporta».

La richiesta di Federfarma di svolgere un ruolo più attivo all'interno del Ssn «è più che legittima - afferma Pomo - Tuttavia, ora bisogna vedere se questa richiesta è compatibile con il livello di spesa del Ssn: il fondo è quello di 113 mld, bisogna capire in che misura è possibile finanziare queste aspettative», sottolinea. E se da una parte Federfarma nazionale in sede di incontro «ha sollecitato un intervento sulle 13 Regioni che ancora non hanno concluso la rilevazione delle deleghe" ritenendolo " uno dei passaggi chiave per l'apertura della trattativa con la Sisac», si legge sull'organo stampa ufficiale di Federfarma, Pomo ha preferito liquidare velocemente il punto ritenendolo «un problema marginale velocemente risolvibile perché le stesse regioni sono già tutte attivate e stanno provvedendo a darci i dati - afferma - Non è un fatto determinante perché le organizzazioni sindacali sono Federfarma e Assofarm, completare la delegazione è quasi una formalità». L'incontro tenutosi negli scorsi giorni è servito a vagliare le possibili alternative per trovare soluzioni che possano accontentare sia la parte pubblica che quella privata delle farmacie.

«Si è trattato di una conversazione assolutamente libera durate la quale abbiamo fatto una valutazione di quelle che sono le condizioni attuali della farmacia nel territorio, di quelle che sono le problematiche che i farmacisti vorrebbero superare, ma non siamo scesi nel dettaglio perché sulle modalità di scrittura della nuova convenzione non si può dir nulla finché il comitato di settore non licenzia l'atto di indirizzo», ha precisato Pomo. E se il coordinatore Sisac si mantiene cauto nelle dichiarazioni, non è da meno il presidente di Federfarma nazionale Annarosa Racca che, senza sbilanciarsi, sottolinea che si è trattato di un «incontro fruttuoso che ha consentito un reciproco scambio di vedute - ha dichiarato sull'organo di stampa Federfarma - Non siamo riusciti ad avere indicazioni esplicite sui tempi che ci vogliono perché si apra la trattativa, ma abbiamo avuto alcune delucidazioni sul percorso che si vuole imboccare. Federfarma farà tutto ciò che serve perché le farmacie del territorio abbiano in tempi brevi la loro convenzione, auspichiamo che ci sia lo stesso impegno anche dall'altra parte».


Attilia Burke

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