Politica e Sanità
11 Gennaio 2017Il fumo e i suoi effetti collaterali costano all'economia mondiale più di mille miliardi di dollari in spese sanitarie e perdita di produttività e uccidono oltre sei milioni di persone all'anno, destinate ad aumentare di un terzo entro il 2030: lo afferma un monumentale rapporto, di circa 700 pagine, emesso dall'Organizzazione mondiale della sanità, che propone anche delle ricette per arginare il problema. Secondo l'Oms, la principale politica attiva di controllo dovrebbe essere la tassazione: un aumento di 0,80 dollari al pacchetto, applicato in tutti i paesi, comporterebbe un incasso aggiuntivo di 140 miliardi e a 66 milioni di fumatori in meno. Nel mondo si stima che i fumatori siano 1,1 miliardi e l'80% vive in paesi a basso e medio reddito, in cui lo strumento della tassazione dovrebbe essere particolarmente efficace.
Il farmacologo Silvio Garattini, presidente dell'Istituto Mario Negri di Milano, si augura che il dossier dell'Oms riporti l'attenzione su questo tema: «in Italia la lotta contro il fumo mi pare che si sia ampiamente fermata in questi ultimi anni; non c'è un movimento, l'interesse si è spento e dopo la legge Sirchia non ci sono più state iniziative forti». Quanto allo strumento della tassazione, Garattini si è sempre dichiarato favorevole: «lo diciamo da vent'anni, è un modo efficace per far diminuire i consumi, bisogna però che questi soldi vengano maggiormente utilizzati per fare delle campagne contro il fumo, lo stato deve mettere a disposizione parte dei fondi che raccoglie a enti indipendenti che se ne facciano carico».
Non è un problema solo italiano: l'Oms stima che nel 2013-14 le tasse complessive sul tabacco abbiano fruttato 269 miliardi di dollari, ma appena un miliardo è stato investito in iniziative di controllo del fumo. C'è poi l'approccio legislativo e Garattini cita l'esempio positivo dell'Australia: «hanno fatto una legge che proibisce di fumare ai ragazzi con meno di 18 anni e la stanno facendo rispettare; l'idea è che se si riuscisse a fare in modo che i ragazzi non fumino fino a una certa età, sarebbe poi molto più difficile che acquisiscano l'abitudine al fumo più tardi».
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