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Politica e Sanità

18 Gennaio 2017

Omeopatia, d’Ambrosio Lettieri: Governo accolga appello Omeoimprese e faccia chiarezza


Il Governo continua a mostrare una «certa ambiguità nei confronti del settore omeopatico, da cui si pretendono obblighi, senza pur riconoscerne i doveri», mentre, invece, dovrebbe «almeno raccogliere in questo momento l'appello del presidente di Omeoimprese e prorogare, in fase di conversione in legge del decreto Milleproroghe, la scadenza dei dossier per il rinnovo della registrazione dei farmaci omeopatici a giugno 2018».

Così il senatore Luigi d'Ambrosio Lettieri, commenta la richiesta avanzata nei giorni scorsi dall'associazione delle aziende del settore «Considerato anche il fatto che, oltre a mettere a rischio oltre 4mila posti di lavoro per un comparto che produce fatturato e sostiene il Pil, l'arrivo di migliaia di dossier nello stesso momento, creerebbe non poche difficoltà anche all'Aifa». Secondo d'Ambrosio Lettieri «il problema è a monte, laddove è necessario fare chiarezza piuttosto che navigare a vista. Il ddl che disciplina la materia è, infatti, inspiegabilmente fermo da tempo e la conseguenza è che 8 milioni di cittadini che fanno legittimamente ricorso alle cure omeopatiche non sono tutelati, i percorsi formativi dei medici e degli altri operatori sanitari non sono definiti e non esistono criteri omogenei per l'erogazione delle prestazioni professionali».

Bisogna superare un «grave paradosso», aggiunge: «Da un lato i prodotti omeopatici sono ormai da tempo riconosciuti come medicinali, sono presenti in Farmacopea e ne è disciplinata la produzione e la vendita con appositi riferimenti nel Codice europeo dei medicinali recepito in Italia. Dall'altro lato la metodica terapeutica che si avvale di questi medicinali è priva di disciplina e riconoscimento. La soluzione non può essere l'indifferenza, che lascerebbe spazio agli impostori, ma una valutazione seria del problema su cui invito ad una riflessione Governo e Parlamento. Se da una parte si introducono giustamente norme vincolanti per la registrazione dei farmaci omeopatici, dall'altra vanno anche introdotte norme chiare e trasparenti su metodica a beneficio di pazienti, operatori e imprese. L'ambiguità può avere solo conseguenze deleterie».

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