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Politica e Sanità

13 Febbraio 2017

Taglio Fondo sanitario, Ministero: nessuna ripercussione sui nuovi Lea


Il taglio al Fondo sanitario nazionale non avrà ripercussione sui nuovi Lea e sui nuovi Nomenclatori protesici, il cui decreto ha «adeguata copertura finanziaria». Lo precisa il ministero della Salute, evidenziando che le conseguenze negative sul Fondo Sanitario Nazionale della recente intesa raggiunta dalle regioni a statuto ordinario per allocare gli effetti finanziari di precedenti manovre di finanza pubblica «non appaiono una novità», essendo la scelta regionale «contenuta in una Intesa raggiunta in Conferenza Stato - Regioni oltre un anno fa, nello specifico l'11 febbraio 2016».

È pertanto «una non notizia la recente scelta delle Regioni a statuto ordinario di sobbarcarsi quella parte di manovra prevista dalla legge di stabilità 2016 che gravava esclusivamente sulle regioni a statuto speciale». Queste ultime, si legge ancora, «avrebbero dovuto concludere specifici accordi con il Governo per contribuire alla manovra, ma avendo scelto di non chiudere tali accordi e di ricorrere alla Corte costituzionale avverso le disposizioni della legge di stabilità, hanno di fatto determinato un supplemento di manovra a carico delle regioni ordinarie».

In merito a possibili effetti negativi della citata scelta delle regioni sulla imminente entrata a regime dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza e dei nuovi Nomenclatori protesici, il ministero ricorda che «per questa specifica finalità sono stati vincolati con legge 800 milioni di euro per anno e che il Fondo Sanitario Nazionale nel 2017 è stato aumentato di 2 miliardi di euro e nel 2018 di un ulteriore miliardo di euro». Pertanto, «come risulta evidente dalla bollinatura da parte della Ragioneria Generale dello Stato e dalla avvenuta registrazione da parte della Corte dei Conti, il decreto recante i nuovi Lea e i nuovi Nomenclatori protesici ha adeguata copertura finanziaria». Con l'imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto «si potrà pertanto finalmente aprire una nuova era per tutti gli assistiti del Servizio Sanitario Nazionale» conclude la nota del ministero.

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