Intesa su Dpc in E. Romagna: oltre 5,6 milio di euro per farmaci, servizi e rurali
Cinque milioni e 650mila euro è la cifra che l'Emilia Romagna ha messo sul piatto nell'intesa firmata ieri da Federfarma e Assofarm regionali che ha l'obiettivo di prorogare l'accordo del 2014 sulla Dpc fino al 2018. Di questi, cinque milioni sono destinati alla spesa farmaceutica, in particolare per coprire il passaggio mentre 650mila euro andranno a sostegno delle farmacie rurali e a bassa redditività. Un accordo che arriva dopo più di un anno di confronto che ha visto punte di tensione culminate con lo sciopero di gennaio delle farmacie. Con l'accordo «la Regione ha maturato la consapevolezza del ruolo fondamentale delle farmacie come insostituibile presidio sanitario» è il commento di Domenico Dal Re, presidente Federfarma Emilia Romagna. Da un lato perché «ritorna al territorio l'assistenza farmaceutica di circa 100mila assistiti» con un incremento di volumi della Dpc di circa il 30% e dall'altro perché «l'accordo prevede anche la presa in carico diretta dei pazienti da parte delle singole farmacie, oltre a campagne vaccinali, campagne di promozione sull'appropriato uso dei farmaci, in particolare per la prevenzione della resistenza agli antibiotici. La farmacia diventa in questo modo da indispensabile a insostituibile. Un passaggio fondamentale per la sanità futura e per il futuro stesso delle farmacie». «Abbiamo raggiunto finalmente soluzioni condivise» hanno commentato in una nota Stefano Bonaccini, presidente della Regione, e Sergio Venturi, assessore regionale alle Politiche per la salute, «Iniziamo quindi un percorso di ridefinizione dei canali distributivi, in modo da valorizzare la rete delle farmacie presenti sul territorio e consentire ai cittadini di avere un migliore accesso ai farmaci. Questo comporterà un impegno - economico - per la Regione, e un impegno per i farmacisti convenzionati nel sensibilizzare la cittadinanza verso il buon uso dei farmaci». Resta da capire se poi effettivamente le Asl andranno fino in fondo nell'applicazione dell'accordo: «L'accordo ha portata regionale e ci auguriamo che verrà rispettato. Certamente una soluzione di ambito nazionale sarebbe auspicabile anche per una maggiore garanzia di omogeneità di applicazione e sulla remunerazione». Quanto alla remunerazione, c'è stato un ridimensionamento rispetto al precedente accordo, passando da 3,70 a 3,20 euro a pezzo. «La diretta in alcune Asl era talmente alta che siamo dovuti scendere a patti. Ma quello che è più importante è quanto la Regione ha messo sul piatto: sono 5 milioni e 650 mila euro di risorse che tornano alla farmacia».
Francesca Giani
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