Politica e Sanità
13 Marzo 2017Abolire i ticket? Con una seria revisione della spesa sarebbe possibile. A evocare la possibilità in un'intervista a Repubblica è il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che sottolinea come nel Patto della salute ci sia anche un progetto per rivedere il sistema. Lorenzin commenta i dati sulle differenze regionali nella spesa media pro capite per la cosiddetta compartecipazione dei cittadini per visite ed esami. Una situazione che vede Regioni come la Sicilia o la Campania dove i pazienti spendono meno di 10 euro a testa ogni anno e altre come Veneto ed Emilia dove la spesa supera i 35 euro.
«Tra le Regioni» spiega Lorenzin «ci sono diversi livelli retributivi e fiscali. Purtroppo abbiamo più poveri e quindi più esenti, ma anche sacche di evasione fiscale». Nel Patto della Salute, però, aggiunge il ministro «avevamo preso l'impegno, con le Regioni, di rivedere il ticket alla luce dei cambiamenti demografici e delle nuove difficoltà in cui si trovano molte persone che hanno perso il lavoro o sono in una famiglia numerosa». Una parte ancora inapplicata, spiega il ministro, «perché ancorata alla riforma fiscale». Poi c'è il problema dei controlli sul pagamento del ticket e in generale sulla spesa delle Regioni, al momento non particolarmente uniformi ed è proprio a partire da questa valutazione che Lorenzin non esclude l'abolizione dei ticket. «Oggi rendono 3 miliardi di euro l'anno, che rispetto ai 113 del fondo sanitario sono marginali. Ma per alcuni territori sono importanti. Certo» sottolinea il ministro «portando avanti il processo di spending review del Patto della Salute si potrebbero togliere, o comunque reinvestire nelle prestazioni più solidali». Una proposta raccolta dall'assessore alla Sanità del Piemonte e coordinatore degli assessori regionali alla Salute Antonio Saitta. «Dopodomani incontrerò, per altre questioni, la ministra Lorenzin e sarà l'occasione per chiederle ufficialmente di iniziare il lavoro, indicato nel patto della Salute, per discutere e costruire insieme delle ipotesi». E sulla necessità di intervento si sofferma anche il presidente dell'Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi «i ticket sono da sempre una misura regressiva e in un servizio sanitario nazionale non dovrebbero esistere» ha dichiarato. «Il Ssn è finanziato dalle tasse. I cittadini pagano le tasse e queste tasse devono essere utilizzate al meglio per far accedere ai servizi i cittadini. I ticket sono stati introdotti nei modelli assicurativo-sociali per scoraggiare i cittadini a un uso eccessivo e improprio delle prestazioni, ma se il finanziamento attraverso le tasse è adeguato i ticket non ci devono essere. Perché sono quelli che scoraggiano le persone soprattutto le più povere ad accedere a prestazioni anche essenziali, come la mammografia, vaccini per i figli, prestazioni diagnostica o terapeutica. I ticket non possono servire a fare cassa».
Marco Malagutti
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