Politica e Sanità
15 Marzo 2017Un nuovo modello di remunerazione che permetta alle farmacie di integrarsi in maniera organica nel ciclo della salute dei cittadini, attraverso la presa in carico del paziente e un ruolo determinante nell'appropriatezza d'uso dei farmaci e nell'aderenza alla terapia, e che dia una spinta per un salto di qualità nella risposta assistenziale. È questo al centro della proposta messa in campo da Assofarm che verrà presentata nel convegno di sabato (9.15) a FarmacistaPiù, il congresso nazionale della professione, promosso e organizzato da Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Fondazione Francesco Cannavò, Unione Tecnica Farmacisti Italiani in collaborazione con Edra, al Mico di Milano dal 17 al 19 marzo.
La proposta, spiega Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm, «è stata elaborata da un comitato scientifico a cui hanno partecipato direttori di aziende comunali ed è stato coordinato dalla Prof.ssa Emidia Vagnoni, docente di Economia aziendale presso l'Università di Ferrara. Abbiamo tentato a più riprese di unire la filiera attorno a un tavolo per studiare una nuova remunerazione ma fino ad ora non si è arrivati a nulla. Noi siamo andati avanti e abbiamo elaborato, con il contributo dell'università, una proposta. Il presupposto è che solo cambiando modello di remunerazione si può dare un ruolo sanitario alle farmacie e ai farmacisti, realizzare la presa in carico del paziente, monitorare l'efficacia dei farmaci. In una parola, aprire un servizio a tutto tondo in termini di salute». Il nostro auspicio è che «da questa base si possa aprire un confronto per cogliere questa opportunità di rinnovarci che ci viene dal contesto normativo». Anche perché «quello di cui ci rendiamo conto è che nell'attuale sistema non si avrà mai quel salto di qualità nell'identità e nella risposta assistenziale di cui la farmacia ha bisogno anche per costruirsi un futuro». All'evento parteciperanno rappresentanti delle Farmacie Sociali Europee: «Rispetto a molti paesi che hanno già sviluppato queste tematiche il nostro deve ancora fare diversi passi avanti e ci auguriamo che la giornata di studio che abbiamo organizzato a FarmacistaPiù possa essere da stimolo per la discussione».
Francesca Giani
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