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Politica e Sanità

15 Marzo 2017

Anticontraffazione farmaci, Lorenzin: in Italia sistema di indiscussa efficacia


L'Italia dispone di un sistema strutturato di anti-contraffazione, tracciatura e verifica dei farmaci che rappresenta un modello di riferimento a livello mondiale; l'indiscussa efficacia dell'attuale sistema ha indotto l'Unione europea a prorogare fino al 2025 i termini per l'implementazione del regolamento che prevede l'introduzione del sistema Datamatrix di etichettatura dei farmaci. Lo ha affermato, si apprende da fonti di agenzia, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, rispondendo oggi in Question Time alla Camera sulle iniziative in materia di bollino farmaceutico. Il ministro ha sottolineato che secondo quanto comunicato dall'istituto Poligrafico e Zecca dello Stato «il costo dei bollini farmaceutici, che varia a seconda del numero degli ordinativi, non raggiunge mai, nemmeno nei casi di quantitativi minori, la cifra di 26 euro per mille pezzi. Il prezzo effettivo è infatti pari a 21,8 euro per mille pezzi, nel caso di ordini superiori a 25.000 pezzi, e a 23,98 euro per ordini inferiori a 25.000 pezzi. Un prezzo che, a differenza di quello praticato dai fornitori privati che si riferisce alla sola fase della stampa, copre tutte le fasi della lavorazione dei bollini». Proprio il ministero della Salute, in seguito alle prime segnalazioni di difetti riscontrati in alcune confezioni di farmaci immesse in commercio, ha chiesto al Poligrafico di «assumere le iniziative necessarie a risolvere il problema» e l'Istituto ha provveduto «al rinnovo di tutti gli impianti produttivi e, a conferma del pieno funzionamento del sistema di identificazione del farmaco».

Lorenzin ha comunicato che «il dato relativo al quantitativo di identificativi univoci (codice di autorizzazione + numero progressivo) letti otticamente, e riferiti a prestazioni erogate nell'anno 2016, ha quasi raggiunto quota 900 milioni (per la precisione 896.449.734 al 14 febbraio 2017)». E ha concluso: «Non posso non ricordare che i costi del nuovo sistema di identificazione delle confezioni dei farmaci sono posti a carico dell'industria farmaceutica, la quale pertanto, oltre a dover modificare le proprie linee produttive per la produzione e registrazione del Datamatrix, dovrà finanziare il sistema di archivi nazionali che dovrà essere integrato con il sistema europeo». (SZ)

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