Politica e Sanità
18 Marzo 2017«La Conad ha raccolto 170mila firme in un anno e mezzo, io ed altri colleghi 40mila in 4 giorni quando nemmeno ricoprivo ancora la carica di presidente di Federfarma Roma». A parlare è Vittorio Contarina, che dai lavori in corso a FarmacistaPiù, lancia un chiaro messaggio all'Ad Conad, Luigi Pugliese, che da tempo si batte per 'strappare' i farmaci di fascia C alle farmacie. «Leggo oggi da un'intera pagina che il Gruppo ha acquistato su un quotidiano nazionale - aggiunge Contarina - che continua l'opera di convincimento dei cittadini e della politica, a far uscire i suddetti farmaci dal loro luogo congeniale, ma voglio ribadire che i medicinali di fascia C devono restare in farmacia perché non sono dei 'prodotti' e poi perché, è anche grazie alla loro vendita che molte farmacie rurali riescono comunque a resistere al mercato». Ma serve per Contarina che la categoria sia più unita. «Per vincere questa battaglia, abbiamo bisogno della forza della nostra base coinvolgendo i 18mila farmacisti del territorio. Serve un nuovo patto di categoria non tra i vertici, ma con la base che deve riappropriarsi del proprio sindacato così da divenire spinta propulsiva della categoria». E poi l'appello rivolto proprio a Pugliese: «Invito l'Ad Conad a fare una raccolta firme per chiedere però che le cooperative paghino le stesse tasse di noi imprenditori. E lo invito a stare per un po' di tempo in una vera farmacia, per rendersi conto di quale sia il reale rapporto e la dedizione verso i pazienti che chi dispensa farmaci deve avere». Chiaro anche sulla questione delle elezioni Federfarma. «Non mi interessa commentare l'annuncio della Racca a ricandidarsi, sebbene mi risulti che da regolamento si possano fare solo 3 mandati e questo, invece, sarebbe il quinto. Quello che penso, è che le votazioni si fanno sui programmi e non sulle lotte intestine. Noi parliamo di cose da fare, abbiamo nuove idee per la categoria e diciamo come vanno realizzate. Mi piacerebbe sentire dall'altra parte cosa si propone di nuovo».
Ma a parlare dello scenario generale in cui oggi operano i farmacisti, è anche Marco Cossolo, presidente di Federfarma Torino. «Dar vita ad un nuovo patto tra farmacisti porterebbe al risultato di avere una categoria più forte, omogenea e vitale in tutti i suoi aspetti. Il patto funziona se tutti gli anelli della catena possono tirare con la stessa forza, ma questo non si realizza dando a tutte le farmacie le stesse cose, ma ad ognuna quella di cui ha bisogno». Per Cossolo, comunque, il coinvolgimento della base è fondamentale e si attua attraverso una maggiore consapevolezza della realtà in cui opera. Non ultimo, la questione Conad. «Il problema - spiega Cossolo - è che Conad, anche legittimamente, cerca di incrementare i propri ricavi in un momento di contingenza economica difficile, ma il vero problema è che mercifica il bisogno di salute dei cittadini».
Rossella Gemma
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