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Politica e Sanità

15 Maggio 2017

Cannabis terapeutica, ecco i numeri di produzione e richiesta. Intervista al colonnello Medica


Quaranta chilogrammi di raccolto con l'obiettivo di arrivare, se ce ne fosse richiesta, agli 80 in un anno. Questi i numeri della produzione della cannabis di Stato indicati dal Colonnello, Antonio Medica, direttore dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare (Scfm) di Firenze un'intervista rilasciata a Farmacista33 in occasione della giornata informativa, riservata a medici, farmacisti, ricercatori universitari e giornalisti, svoltasi oggi presso la sede dello stabilimento con il patrocinio dell'Ordine dei medici e dell'Ordine dei farmacisti di Firenze. E, in particolare, sui rumors che parlano di maggiori acquisti di cannabis dall'estero, rispetto al prodotto nazionale, Medica assicura che l'attività di importazione è dovuta al fatto di non «essere ancora in grado di poter produrre autonomamente tutte le qualità e quantità necessarie».

Colonnello, che cos'è il "progetto cannabis"?
Il progetto cannabis nasce dall'accordo voluto dal Ministro della Difesa con il Ministro della Salute, firmato il 18 settembre 2014, per arrivare ad una produzione nazionale di cannabis per uso medico. Tre i capisaldi: elevata qualità, garanzia di disponibilità continua, basso costo. Lo Scfm, unità produttiva dell'Agenzia Industrie Difesa, ha ricevuto il compito di partecipare a tale progetto facendosi autorizzare e realizzando le serre, prima sperimentali e poi industriali, per la produzione.

Qual è ad oggi il bilancio della vostra produzione?
La produzione della cannabis è iniziata nel marzo del 2016 e da quel momento non si è più interrotta. Abbiamo già prodotto più di 40 kg di "cannabis FM2 infiorescenze essiccate" ed il nostro primo obiettivo è quello, se aumenteranno le richieste di acquisto contiamo di arrivare alla fine dell'anno con almeno 80 Kg prodotti.

E quello della vendita?
La vendita della cannabis è iniziata a fine 2016 ed ad oggi abbiamo venduto circa 12 kg di prodotto. Purtroppo al di sotto delle aspettative, ma lentamente si sta assistendo ad un certo aumento delle richieste, anche da parte di qualche farmacia ospedaliera.

Ci sono rumors sul fatto che nonostante la produzione di Stato, gli acquisti siano maggiori dall'estero che dal vostro stabilimento per una questione di costi? Ce lo conferma?
No, questi rumors come molti altri, non sono esatti. La cannabis importata in Italia ha subìto un abbassamento del prezzo di vendita a 5,9 euro/grammo da quando è stato ufficialmente fissato il nostro prezzo di vendita (5,93 euro/grammo). Già questo, pertanto, è un traguardo importante perché la nostra produzione ha funzionato da calmiere. Ai suddetti prezzi, in entrambi i casi, vanno aggiunti altri importi aggiuntivi, oltre l'Iva di legge, comunque nella somma finale non ci sono differenze. La permanenza dell'attività di importazione è dovuta al fatto che non siamo ancora in grado di poter produrre autonomamente tutte le qualità e quantità necessarie. La nostra, fin dall'inizio, è stata una corsa contro il tempo, partendo praticamente da zero. In poco più di un anno (dicembre 2014, marzo 2016), infatti, siamo arrivati ad avere tutte le autorizzazioni e gli assetti per produrre e distribuire i primi raccolti ottenuti.

C'è differenza tra la cannabis prodotta in Italia e quella importata?
Sì, innanzitutto la varietà coltivata da noi è diversa geneticamente da quella prodotta all'estero. Noi siamo partiti da una linea genetica specificatamente messa a punto dal Crea di Rovigo, denominata Cin-Ro. Per questa ragione il prodotto distribuito possiede delle differenze sia organolettiche che di titolo, rispetto all'analogo importato, ma ciò non ha niente a che vedere con la impiegabilità ai fini terapeutici, che resta tale. L'importante è che il contenuto dei due princìpi attivi di maggiore interesse, sia quello riportato nelle specifiche. Tuttavia la cosa che va sottolineata, questa è la vera differenza, è che la cannabis FM2 è una "sostanza attiva farmaceutica" secondo la normativa europea. Ad oggi, per quanto ne sappiamo, è l'unica che si può fregiare di questo titolo. Ciò infatti significa che non solo è prodotta in una officina farmaceutica autorizzata allo scopo (lo Scfm lo è dal settembre 2015!), ma che le modalità di coltivazione, trasformazione e certificazione di qualità sono strettamente vincolate a quanto riportato nel dossier di registrazione (Asmf - Active Substance Master File), depositato in Aifa. Ciò garantisce l'elevata qualità e standardizzazione del prodotto distribuito. Ogni lotto prodotto viene sottoposto a rigorosissimi controlli durante tutto il ciclo, fino al suo rilascio finale.

Da quale regione avete ricevuto più ordinativi?
Per il momento le regioni che hanno iniziato a richiedere il nostro prodotto sono il Piemonte, la Puglia e la Toscana.

Crede ci sarà una intensificazione della produzione o siamo già autosufficienti per dare la cannabis terapeutica ai pazienti che ne hanno bisogno?
Il nostro obiettivo è quello di arrivare nell'arco di poco tempo alla autosufficienza nazionale. Il progetto cannabis, era nato per un fabbisogno stimato di 100 kg/anno, ad oggi è quasi triplicato. Sicuramente se gli acquisti aumenteranno si dovrà investire per un ampliamento delle potenzialità produttive. Noi, come sempre, diamo la massima disponibilità. Stiamo anche portando avanti coltivazioni di altre varietà di cannabis per completare la scelta. Probabilmente entro fine anno avremo una varietà a più elevato contenuto di Thc.

Avete progetti per una eventuale esportazione?
Per il momento siamo concentrati sul fabbisogno nazionale, obiettivo del progetto.

Il meccanismo con cui viene ordinata e somministrata, fa acqua da qualche parte secondo lei o funziona bene?
Sul nostro sito www.farmaceuticomilitare.it vi sono tutte le indicazioni per procedere all'acquisto. Abbiamo aperto anche una pagina delle FAQ. Stiamo cercando di promuovere, in accordo con il ministero della Salute, delle attività di formazione soprattutto rivolte ai medici e ai farmacisti. Ci siamo accorti infatti che uno dei problemi maggiori è la mancanza di informazione "corretta". I rumors, come anche Lei ha sentito, sono spesso il frutto di informazioni non corrette che possono anche determinare errori di comprensione e di impiego. Confermo la nostra disponibilità a fornire tutte le informazioni ai fini della massima chiarezza.


Rossella Gemma

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A cura di Redazione Farmacista33

 
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