Politica e Sanità
17 Maggio 2017«L'ipertensione è un killer silenzioso, non dà sintomi e si presta così a essere trascurato, ma nel corso degli anni sfascia le arterie, può portare a ictus, infarto o insufficienza renale; nelle statistiche recenti sulle cause di mortalità e disabilità nel mondo, la pressione è ai primi posti». Per questa ragione, spiega il presidente della Società italiana dell'ipertensione arteriosa Gianfranco Parati, è stata istituita la Giornata mondiale di lotta all'ipertensione arteriosa, la cui XIII edizione è in programma mercoledì 17 maggio. Nelle piazze delle più importanti città d'Italia, in oltre 100 centri e ambulatori accreditati Siia, sarà possibile misurare la pressione senza impegnativa del medico curante, valutare il proprio profilo di rischio cardiovascolare e ottenere indicazioni sui corretti stili di vita da adottare. Tra le associazioni aderenti, oltre a quelle di medici, Simg e Simi anche quelle di categoria: Federazione Ordini farmacisti italiani (Fofi), Federfarma, Assofarm, Unione tecnica italiana farmacisti (Utifar) e l'Associazione per la lotta alla trombosi e alle malattie cardiovascolari.
Secondo Parati la sensibilizzazione è necessaria sia tra medici, che «dovrebbero misurarla in occasione di ogni visita» sia tra i cittadini che dovrebbero essere incentivati all'automisurazione a domicilio, consigliando l'acquisto di strumenti validati e insegnando il modo corretto di utilizzarli, mentre alcuni studi mostrano frequenti errori. La misurazione regolare è una forma importante di diagnosi precoce e altrettanto importante è la prevenzione, da attuare con cambiamenti degli stili di vita, e anche in questo il medico ha un ruolo fondamentale di informazione e sensibilizzazione dei propri pazienti. «Bisognerebbe iniziare dai bambini - dice Parati - che giocano di meno e si riempiono di zuccheri; le "epidemie" di malattie cardiologiche che si registrano in molti Paesi sono dovute al fatto che mangiamo troppo e male; è poi importante non fumare, perché una sola sigaretta fa salire la pressione per 15 minuti, e dormire a sufficienza. Apnee notturne e russamenti sono pericolosi e si riducono se si dimagrisce, quindi occorre consigliare i pazienti un'attività aerobica di almeno mezz'ora al giorno».
Quando questo non è sufficiente, l'offerta farmacologica è molto ampia: «La combinazione di più molecole è particolarmente efficace e permette di ridurre le dosi e gli effetti collaterali, ed è soprattutto importante personalizzare le cura. Ancora una volta è importante il dialogo tra il medico e il paziente, che deve capire l'importanza della compliance: la mancanza di costanza nei trattamenti è oggi il problema maggiore».
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