Politica e Sanità
05 Giugno 2017Addio agli studi di settore, sì, ma non da quest'anno. In attesa del 2018, quando gli attuali moduli dovrebbero essere sostituiti da indici sintetici di affidabilità che misurano congruità e coerenza dei contribuenti con criteri più sintetici e che più tengono conto del ciclo economico, i farmacisti, tra i contribuenti più congrui, si devono contentare in questo 2017 di un modello rinnovato dal titolo YM04U. Più sintetico: a quanto pare, il commercialista si risparmia l'inserimento di un quarto di dati rispetto al passato e affronta qualche modifica nelle informazioni richieste in tema di correttivi anticrisi. Tra le novità: le imprese che fanno ricorso a lavoro accessorio pagandolo con "voucher" dovranno riportare i giorni retribuiti al rigo A02 (che copre varie tipologie contrattuali, dal dipendente part-time o a contratto intermittente al lavoro interinale), facendo il calcolo in ore e dividendo la somma per otto. Altra importante annotazione: i farmacisti interessati dai terremoti dal 24 agosto 2016 in poi in Italia Centrale, se danneggiati (Circolare Entrate 30/E del 19 settembre 2013) possono essere esclusi dall'applicazione degli studi invocando il "periodo di non normale svolgimento dell'attività". Nel 2018 invece al posto di 193 studi per 3,6 milioni di contribuenti arriveranno 150 modelli con indicatori sintetici (andrà in pensione anche il software "Gerico" come lo conosciamo).
Gli ISA dovrebbero essere elaborati con una metodologia statistica di nuova concezione che permetterà al Fisco di valutare per una serie di "indicatori di compliance" il grado di affidabilità del contribuente. Si parla per la precisione di indicatori elementari di affidabilità con punteggio da 0 a 10 e di indicatori di anomalia con punteggio da 0 a 5. Ove vi fosse una gradualità nel passaggio ai nuovi modelli, i farmacisti potrebbero essere a buon diritto i primi a fruirne. Tra i contribuenti "congrui", le farmacie figurano al 10° posto nelle statistiche sugli studi di settore 2016, redditi 2015 pubblicate dal Ministero dell'Economia. Su 15336 contribuenti sono state ritenute congrue ben 14.116 farmacie e solo nell'7,8% dei casi (1203 in tutto) non è stata indicata la congruità. I ricavi medi dichiarati sono 1,18 milioni annui; per reddito medio d'impresa (euro 122 mila), nel 2016 le farmacie sono al 3° posto, dietro a notai e petrolieri. Ricordiamo che il modello degli studi di settore si allega alla dichiarazione dei redditi che, per i soggetti tenuti all'invio online si presenta quest'anno entro il 2 ottobre. Saldo Irpef e prima rata di acconto si versano invece il 30 giugno, 15 giorni dopo la scadenza fissata gli anni scorsi.
Mauro Miserendino
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