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Politica e Sanità

19 Giugno 2017

Pensioni, varati i decreti su Ape social e precoci. Ecco a chi si rivolgono


Trecento domande in 24 ore. Tante ne hanno presentate i lavoratori interessati dacché è stato pubblicato il decreto del Ministero del Lavoro sull'Ape (anticipo pensionistico) sociale, insieme al decreto sull'anticipo relativo ai lavoratori precoci. C'è tempo fino al 15 luglio e anche per una seconda tranche entro il 30 novembre, ma attenzione: la legge beneficia chi arriva prima, sono stati stanziati solo 300 milioni di euro perché Inps faccia fronte alle domande di pensionamento previste nel 2017.

A chi si rivolge Ape? Intanto, si parla di lavoratori di ambito Inps, per la quasi totalità dipendenti, e-limitatamente alla sanità - si parla di infermieri e non di medici. La legge Fornero del 2012 manda quest'anno in pensione di anzianità gli italiani a 62 anni con anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. La Finanziaria 2017 consente ad alcune categorie di andare in pensione prima.

Ape Social - L'anticipo "social" si rivolge a chi ha solo 63 anni d'età e 30 di contributi ma deve assistere un familiare (e lo sta già facendo da 6 mesi) sulla base della legge 104, oppure è invalido oltre il 74% o è disoccupato da oltre 3 mesi. Si rivolge inoltre a chi ha 63 anni e svolge un lavoro usurante continuativo da almeno 6 anni oppure 7 se il periodo è stato interrotto da fino a un anno di cassa integrazione. Undici le categorie in questo sottogruppo di Ape "social", tra cui gli infermieri Ssn. Per fruire del beneficio però si devono avere almeno 36 anni di contributi alle spalle. Tutti i fruitori "social" devono aspettarsi una pensione da meno di 1500 euro lordi annui.

Ape Precoci - Il secondo decreto è rivolto ai lavoratori precoci che a differenza degli usuranti hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni e ora si ritrovano 42 anni di contributi - quasi tutta l'anzianità necessaria - a 62 anni di età. Anche questi possono fare domanda e si stima siano una platea commisurabile alla precedente, solo nel 2017 è stimato il "coming out" di 35 mila lavoratori social contro 25 mila precoci.

Cosa fare? Si inviano all'Inps due domande, la prima -propedeutica- per chiedere di verificare se ricorrano le condizioni. La seconda è la domanda vera e propria. Le risposte dell'Inps arriveranno entro il 15 ottobre. Un terzo decreto, sull'anticipo pensionistico volontario, sta ancora arrancando; consente di andare via in anticipo fino a 3 anni e 6 mesi chiedendo a una banca di mettere sul piatto quanto dell'assegno pensionistico l'Inps non è deputata a elargire perché non fa parte della pensione realmente maturata; con la banca si accende un mutuo e più è anticipata la pensione più costa. Inoltre si firma un'assicurazione per il caso di premorienza. Nella realtà delle cose, nulla è definitivamente precisato. L'Italia attende i dettagli.

Mauro Miserendino

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