Politica e Sanità
26 Giugno 2017Fra gli operatori sanitari e soprattutto tra i pazienti esiste ancora una quota non trascurabile di persone che esprime una diffidenza verso i farmaci equivalenti che si riverbera sui dati di mercato: oggi gli equivalenti rappresentano solo il 20,88% a volumi e l'11,6% a valori del totale del mercato farmaceutico nel canale delle farmacie aperte al pubblico, contro il 52,56% detenuto dai brand a brevetto scaduto. A dirlo è Enrique Häusermann, presidente Assogenerici nel corso della quinta tappa del tour "Fabbriche Aperte" che si è svolta oggi presso lo stabilimento Sandoz Industrial Products di Rovereto (Tn). «Persiste un problema di sfiducia che va superato attraverso la comunicazione in una stretta collaborazione con i medici e i farmacisti - ha sottolineato Hausermann - Una recente indagine condotta da Nomisma ha mostrato come anche fra gli operatori sanitari ma soprattutto tra i pazienti esiste ancora una quota non trascurabile di popolazione che esprime una diffidenza verso i farmaci equivalenti: sia gli uni che gli altri individuano proprio nella scarsa conoscenza del comparto industriale il principale ostacolo alla diffusione degli equivalenti - ha proseguito. - La sempre maggior ricerca di informazioni on line su farmaci e patologie fa sì che il cittadino abbia un bagaglio di conoscenze elevato senza disporre a volte degli strumenti necessari per valutare l'attendibilità delle fonti. E spesso anche gli operatori sanitari sono poco informati. Maggiore informazione e conoscenza possono significare maggiore fiducia e possono spazzare via le leggende metropolitane che ancora sussistono sulla qualità dei farmaci generici».
I dati presentati dicono che i consumi restano concentrati soprattutto al Nord (34,5%), mentre risultano distanziati il Centro (25,2%) e il Sud Italia (20,1%). «Le statistiche ci dicono che milioni di italiani rinunciano alle cure mediche per motivi economici, eppure soltanto tra gennaio e marzo i cittadini hanno già speso di tasca propria 286 milioni di euro per pagare il differenziale di prezzo tra il brand a brevetto scaduto e il farmaco equivalente - ha concluso Häusermann. - Questo è il segnale che molti ancora non sono convinti del fatto che la qualità e l'efficacia dei nostri prodotti è garantita da una produzione d'eccellenza: stiamo spalancando le porte delle nostre fabbriche proprio per dimostrarla». In occasione della quinta tappa del tour Sandoz ha presentato i propri numeri e sistemi di produzione. In particolare allo stabilimento Sandoz Industrial Products di Rovereto è demandata la produzione industriale di principi attivi farmaceutici principalmente di origine fermentativa utilizzati poi per la produzione dei farmaci finiti che si traduce in 150 tonnellate l'anno di acido micofenolico, farmaco antirigetto per i pazienti sottoposti a trapianto (400 mila pazienti l'anno; 1,5 milioni di dosi terapeutiche); 280 tonnellate l'anno di acido clavulanico, uno dei più sperimentati antibiotici per il trattamento delle comuni infezioni batteriche in tutte le classi d'età (circa 200 milioni di pazienti; 2 miliardi di dosi terapeutiche prodotte l'anno). E circa 1.600 tonnellate l'anno di tiamulina, un antibiotico di ampio uso in campo veterinario, particolarmente utilizzato nell'allevamento dei suini. Per un valore complessivo della produzione pari a 85 milioni di euro nel 2016.
Simona Zazzetta
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