Politica e Sanità
12 Luglio 2017Elaborare un modello di presa in carico del paziente e di integrazione della farmacia nei piani della cronicità, valorizzare il sistema delle cooperative, costruire una base di relazioni con le assicurazioni, che stanno entrando nel sistema salute e una scuola di formazione per la classe dirigente del sindacato. Queste alcune delle proposte di attività che andrà a svolgere il Centro studi di Federfarma illustrate da Eugenio Leopardi, presidente Utifar e delegato Federfarma per il Centro Studi, in un'intervista rilasciata alla newsletter quindicinale di Federfarma Servizi. Il Centro Studi, lo si ricorda, nel Bilancio preventivo 2017 ha visto crescere il finanziamento con l'obiettivo di promuovere indagini e analisi, avvalendosi di esperti qualificati, per orientare le scelte politiche del sindacato. Tra i primi temi da mettere sul tavolo, ha spiegato Leopardi, «l'integrazione e l'inserimento in maniera autorevole della farmacia nei piani della cronicità».
E cita l'esempio della Lombardia e della Toscana dove «si stanno già definendo delle modalità di presa in carico da parte del territorio». Secondo Leopardi è «fondamentale studiare e ridefinire un ruolo della farmacia - che vada oltre la distribuzione dei farmaci - in termini di risposta ai bisogni di salute del territorio, a partire da analisi e da dati attendibili». Un altro punto da studiare è l'impatto sulla farmacia delle assicurazioni che stanno entrando nel sistema salute: «La spesa privata, pagata direttamente dai cittadini, vale oggi 43 miliardi di euro. Una base che è già di rilievo in termini di capacità negoziali. Il principio che ci dovrà muovere è quello di non aspettare che le cose accadano attorno a noi. Quando le proposte arrivano dall'esterno, non sono mai perfettamente calzanti, non riescono mai a tenere conto di tutte le problematiche in campo. Per questo, l'approccio su cui saranno improntati indagini, analisi, e attività in generale, è quello propositivo». Con uno sguardo anche a ciò che accade anche all'estero: «Si tratta di valutare le esperienze presenti negli altri Paesi in tema di aderenza alla terapia, gestione dei cronici, attività assistenziali, ma anche dei rapporti con le assicurazioni».
Tra le novità proposte anche la formazione per la classe dirigente del sindacato: «Fino a oggi, chi rappresenta la categoria agisce sotto una spinta di volontà e sacrificio personale. Manca una preparazione e una formazione specifica. Considerando i ruoli che i rappresentati della categoria assumono, dalle relazioni con politici, Istituzioni e stakeholder, alle negoziazioni con i sindacati dei lavoratori, alla comunicazione al pubblico, credo che l'importanza si giustifichi da sola. L'idea quindi è di fornire nozioni e competenze strutturate proprio per gestire al meglio queste situazioni, prevedendo anche una formazione legislativa e di comunicazione». Infine le cooperative, in vista del ddl concorrenza in dirittura d'arrivo: «L'importanza delle cooperative e delle società di farmacisti è stata ribadita nel programma elettorale di Federfarma, che ha espresso la necessità di ricompattare la categoria attorno a queste esperienze e di rinsaldare il dialogo con la distribuzione intermedia. E, d'altra parte, le evoluzioni che si stanno delineando all'orizzonte ci spingono in questa direzione. Per altro, avviare studi e analisi insieme a Federfarma Servizi credo che possa essere senz'altro proficuo». (SZ)
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