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Politica e Sanità

12 Settembre 2017

Parafarmacie, si apre dibattito su un ddl ad hoc


Per superare la «singolarità» tutta italiana delle parafarmacie serve un disegno di legge ad hoc ed è in studio un documento che verrà presentato alla politica come base di partenza per un confronto. Nessun anticipo sui contenuti delle proposte ma due i paletti non trattabili: no a riduzione del quorum e abolizione della presenza obbligatoria del farmacista nel punto vendita. Così Marco Cossolo presidente nazionale Federfarma interviene, con un'intervista pubblicata sull'organo ufficiale della Federazione, nel dibattito sulle possibili vie per risolvere la situazione delle parafarmacie, bocciando di fatto l'emendamento al ddl Lorenzin sulle professioni sanitarie: «Non si può dare la forma dell'emendamento a un testo che, per il tema trattato, avrà struttura e lunghezza di un articolato vero e proprio».

Cossolo annuncia, infatti, che un «consulente legale, il costituzionalista Massimo Luciani, ha già approntato una bozza di documento che, una volta consolidata, verrà presentata alla politica per verificare se può essere il punto di partenza per un confronto. Ogni eventuale ipotesi d'intesa» precisa Cossolo «dovrà affrontare l'iter previsto dal nostro statuto». Il presidente di Federfarma fa sapere di condividere le valutazioni espresse nei giorni scorsi dal presidente della commissione Affari sociali della Camera, Mario Marazziti. Il politico, parlando del confronto in atto con farmacie e parafarmacie, ha affermato che «va cercata una separazione tra i due mondi, senza cannibalizzazioni e dando un futuro certo ai farmacisti che lavorano nelle parafarmacie, con una nuova collocazione. Andrebbe riscritta la geografia delle farmacie italiane e non è una cosa semplice. Sui punti di fondo le parti mi hanno dato un assenso, ma il diavolo si nasconde nei dettagli». Cossolo sottolinea di aver incontrato Marazziti con cui si sta portando avanti un confronto, in cui «sono i dettagli che fanno la differenza», e di aver detto «con chiarezza alla politica quali sono le condizioni non trattabili: no a ulteriori abbassamenti del quorum, perché con le aperture del concorso straordinario in diverse zone del Paese siamo già sotto i tremila abitanti per farmacia, e abolizione della presenza obbligatoria del farmacista nel punto vendita. Per mettere la parola fine all'esperienza delle parafarmacie non basta la chiusura dei codici univoci, va rimossa l'incongruenza del farmacista senza la farmacia».

Apprezzamento per il no di Cossolo all'emendamento arriva dal presidente della Fnpi Davide Gullotta, che ha più volte sottolineato come questa via comporterebbe «ulteriori ingiustizie e spaccature». Gullotta, in un commentato rilasciato a Farmacista33, ricorda che «la situazione attuale delle parafarmacie è il risultato di 10 anni di limbo normativo, quindi ben vengano proposte che affrontino in modo serio la questione con un confronto politico orientato a una normativa dedicata. Apprezziamo, in particolare, il dialogo aperto con il nuovo presidente di Federfarma per trovare una soluzione che riguardi tutti i farmacisti. Tuttavia va precisato che non è possibile pensare di eliminare il farmacista dalle parafarmacie senza aver prima trovato una soluzione perché si metterebbero a rischio troppi posti di lavoro».


Simona Zazzetta

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