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Politica e Sanità

19 Settembre 2017

Payback, Melazzini (Aifa): sul 2013-15 cifre più basse del previsto


Il nodo del payback pregresso sul 2013-15 è vicino alla sua soluzione ed entro un paio di mesi, o forse prima, si potrebbe arrivare a chiudere la transazione con le aziende farmaceutiche con una revisione al ribasso delle cifre che restano da pagare allo Stato. Gli ultimi resoconti parlano di 600 milioni, che saranno, con ogni probabilità, ridotti. È quanto ha annunciato a Radiocor Plus il direttore generale dell'Aifa, Mario Melazzini, sottolineando che la questione verrà risolta in tempo utile per definire una nuova governance per il settore nella Legge di Bilancio che non potrà prescindere dal meccanismo del pay-back «indispensabile come strumento di verifica della spesa e incentivo all'uso appropriato dei farmaci». E ha aggiunto: «Il sistema in generale sarà rimodulato su altri aspetti».

Melazzini ha affermato che «tutto si chiuderà un paio di settimane prima della manovra, non è escluso che ci possa essere un risultato anche prima». E spiega: «Abbiamo fatto tutti i passaggi come le aziende, con il Mef, con le Regioni, con il ministero della Salute e il suo sistema informatico. Ormai è solo una questione di tempo e di pratica amministrativa. L'Avvocatura dello Stato deve finalizzare il documento che porterà alla transazione e mi auguro che si chiuda al più presto. Sicuramente entro l'anno. Altrimenti si trascina tutto sul 2016 e 2017. C'è il budget del 2016 da chiudere definitivamente e il previsionale del 2017».

Ha anche sottolineato che le cifre che parlano di un payback in sospeso di 1,5 miliardi sul 2013-15 e 600 mln ancora da pagare, sono in movimento poiché è «stata fatta una revisione di tutti i conti con una proiezione che in questa fase di elaborazione finale chiaramente non corrisponde esattamente a quella cifra. Ma sicuramente sarà più bassa». Ma secondo Melazzini «il problema è di rivedere un po' tutto. Bene o male quella cifra è stata iscritta nei bilanci dalle Regioni, è stata assegnata. Quindi la questione non è inerente soltanto a quanto le regioni dovranno far uscire o entrare tramite quello che devono pagare le farmaceutiche».

Sul fronte manovra, Melazzini ribadisce che molte cose «vanno riviste» e conferma che la nuova governance va fatta: c'è volontà da parte del Governo, c'è una richiesta forte da parte delle Regioni e delle aziende e soprattutto, ricorda, «nella scorsa legge di bilancio c'è scritto che va fatta entro il 31 dicembre 2017: «Quindi tecnicamente, come Aifa, siamo pronti e stiamo discutendo. E quindi si farà». Ma il payback resterà: «Almeno il payback sul ripiano dello sfondamento dell'ospedaliera - chiarisce Melazzini - deve rimanere, per il controllo da parte delle regioni, per spingere verso l'appropriatezza, per il monitoraggio, poi il resto vediamo. Io poi sono molto tranquillo sul pay-back, perché adesso avremo la certezza del dato sulla fatturazione elettronica, verrà inserita anche l'Aic e quindi la possibilità di errori sarà ridotta al minimo. Però ci sono altre voci su cui intervenire. Il meccanismo è piuttosto complicato».

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