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Politica e Sanità

25 Settembre 2017

Concorso e punteggio rurali, in Basilicata Regione ricorre al Consiglio di Stato


Lo sblocco dell'assegnazione di 26 nuove sedi farmaceutiche messe a concorso in Basilicata è ora nelle mani del Consiglio di Stato dopo che il Tar Basilicata si è pronunciato per una revisione della graduatoria e ricalcolo dei punteggi attribuiti ai farmacisti rurali. In questo caso a ricorrere al Cds è la stessa Regione che ha annunciato l'appello contro la sentenza dei giudici amministrativi che non solo stravolgerebbe la graduatoria messa a punto dal Dipartimento Sanità della Regione ma sta provocando disagi agli stessi farmacisti vincitori che, in attesa di aprire la nuova sede, devono adempiere ad alcuni vincoli economici, stanziando parte dell'investimento.
La materia del contendere riguarda soprattutto la valutazione dei punteggi agevolati, assegnati ai farmacisti rurali dalla legge n. 221/1968, offerti alla particolare categoria di farmacisti, quasi a rappresentare una «retribuzione» a «ristoro» dei disagi economici e di servizio vissuti nell'esercitare la loro attività in zone remote per una durata superiore al quinquennio. Più precisamente, la contesa giudiziaria riguarda la cumulatività o meno del maggiore punteggio (6.5 punti) riservato dall'anzidetta legge 221/1968 (art. 9) al singolo farmacista rurale con anzianità di servizio superiore ai cinque anni per metterlo in condizione, con minori anni di esercizio alle spalle, di conseguire il massimo del punteggio professionale di attività (oggi 35).
«Siamo veramente caduti nel paradosso più assurdo - è il commento di chi in Basilicata ha vinto il concorso e attende la sua conclusione - ci sono regioni dove il concorso è nelle more del terzo o quinto interpello e sono andati avanti con la procedura canonica del bando, invece in Basilicata e nella provincia autonoma di Trento il concorso prende un'altra strada. Entro venerdì, al massimo, il Consiglio di Stato deciderà se procedere in composizione monocratica oppure fissare subito un'udienza collegiale. A quel punto, secondo la fissazione o l'esito della procedura di urgenza decideremo se appellarci anche noi al Consiglio di Stato o meno».

Allo stato attuale, di fatto, dopo la sentenza del 2015 in cui il Consiglio di Stato (Sez. III, 14 dicembre 2015, n. 5667) si espresse sulla corretta applicazione dell'art. 9 della legge n. 221/1968 nel concorso ordinario per l'assegnazione delle sedi farmaceutiche in Sardegna, si sono susseguite in alternanza pronunce cautelari in senso conforme o contrario: Tar Cagliari, Tar Palermo e Cga Sicilia hanno bocciato la richiesta dei rurali di applicazione della maggiorazione.

Rossella Gemma

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