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Politica e Sanità

28 Settembre 2017

Ddl Lorenzin, cambia rieleggibilità in Ordini e sanzioni abusivismo. Nodo parafarmacie sospeso


Riforma degli ordini, abusivismo e forse parafarmacie: sono i tre temi fondamentali che porta avanti il disegno di legge Lorenzin, appena approvato alla commissione affari sociali della camera con emendamenti che devono passare ora il vaglio delle commissioni tecniche. L'elaborato curato dal presidente della commissione Mario Marazziti arriverà all'esame in aula il 9 ottobre. C'è un'accelerazione. E ci sono novità: un emendamento Pd a firma del senatore Giuseppe Guerini, appena approvato, inasprisce le pene per chi esercita abusivamente una professione sanitaria. Non più multa fino a 516 euro e 6 mesi di reclusione, e nemmeno le pene inasprite da un terzo alla metà nella versione settembrina del ddl, con la confisca dei beni immobili e strumentali; si propongono reclusione fino a 3 anni e multe fino a 50 mila euro che per i professionisti prestanome arriverebbero a 75 mila euro. Un altro emendamento di Guerini inasprisce le pene per i farmacisti che conservano quantitativi minimi di farmaci scaduti non destinati al commercio, dagli attuali 103 euro si vola a 1500-3000 euro. Si propongono poi pene più aspre per il doping, in particolare se venduto online non comporta più soli 3 anni di reclusione e fino a 516 mila euro di multa (con aumento della pena in caso di dispensazione a minore o danno alla salute), ma fino a 6 anni di reclusione e multa aumentata del 50%. Seguono articoli anti-burocrazia: se il direttore della farmacia non può esercitare può essere rimpiazzato da un qualsiasi farmacista idoneo. E ancora, chi -ereditata la farmacia - non fosse in possesso dei titoli abilitanti per esercitare non ha più i soli 6 mesi ma 4 anni di tempo per vendere la sua partecipazione.

Per gli ordini, finiscono le presidenze ventennali. Non si potrà essere candidati per più di due mandati. E non potrà ricandidarsi chi avesse alle spalle due mandati alla fissazione delle prime elezioni dopo l'entrata in vigore della legge. La durata dei consigli sarà di 4 anni, non più 3. E' agevolata la fusione di ordini, specie ove il numero dei professionisti residenti sia esiguo. Nelle elezioni si devono garantire equilibrio di genere e rinnovo generazionale: la votazione, sarà valida se, in seconda convocazione, vota più di un quarto degli iscritti. Si prevede il voto telematico per il quale ci vorrà un decreto del Ministero della salute. Tutti gli ordini dovranno rispettare la separazione nelle pendenze disciplinari tra collegio giudicante e collegio istruttorio formato da iscritti a ordini esterni alla provincia del cui caso si discute. Agli ordini di medici, farmacisti, biologi e psicologi si affiancano quelli di infermieri, ostetriche e tecnici di radiologia che inglobano le professioni di riabilitazione e prevenzione. Tra queste ultime entrano osteopata e chiropratico. Arriva l'area delle professioni sociosanitarie, cioè operatore sociosanitario, assistente sociale, sociologo, educatore professionale. Il Ministro della salute assume la vigilanza sul Consiglio nazionale dei chimici che diventa Federazione nazionale degli Ordini dei chimici e dei fisici, due albi che saranno rappresentati in modo paritetico.

Il ddl si dovrebbe anche occupare del nodo farmacie-parafarmacie. Marazziti pensa a una separazione totale e definitiva dei due percorsi e delle due titolarità, con parafarmacie senza più farmacisti. Questi ultimi verrebbero riassorbiti nelle farmacie (il presidente Federfarma Marco Cossolo ha proposto di riservare posti nel prossimo concorso straordinario), e le parafarmacie più che ai farmaci dovrebbero dedicarsi alla vendita di articoli sanitari e di tutto il resto. C'è stato un primo incontro tra Federfarma, il comitato di crisi farmacie-parafarmacie e Marazziti che ha portato fin qui al ritiro dal ddl degli emendamenti precedenti, in attesa che il dialogo avvii i presupposti per scrivere una pagina nuova. Per la cronaca, il ddl punta sulla medicina di genere e le affianca una nuova attenzione al paziente pediatrico. E rivede le sperimentazioni cliniche -argomento che darà il titolo alla futura legge- con la riforma dei comitati etici, uno per regione e scelti anche sulla base della quantità di lavoro svolto da coordinatori. Successivi decreti che dovranno delineare i criteri per autorizzare centri di sperimentazione (da disegnare con le associazioni di malati), i componenti dei comitati e i premi in crediti Ecm al personale che parteciperà ai trial.

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