Politica e Sanità
03 Ottobre 2017Mentre la Asl di Cesena rende operativo l'accordo tra Regione, farmacie e distributori per consentire ai pazienti cronici affetti di diabete, ipertensione, artrite, Parkinson, di ritirare i farmaci necessari presso tutte le farmacie private e comunali, Federconsumatori Forlì-Cesena protesta contro le modifiche apportate alla distribuzione diretta e chiede un incontro con la Regione per chiarire alcuni aspetti dell'accordo. Accordo che, lo si ricorda, valido fino al 2018 è stato siglato a febbraio di quest'anno e prevede che i farmaci vengano acquistati dalla Regione e nel contempo la impegna a mettere sul piatto 5,6 milioni di euro: una quota servirà a coprire il trasferimento in farmacia della distribuzione di 1,7 milioni di confezioni con un incremento dei volumi della dpc del 30%, 650mila euro sono da destinare alle farmacie più disagiate (sotto forma di contributi) e per le farmacie private e comunali è previsto il compenso a pezzo di 3,20 euro, anziché 3,70.
Questa scelta, si apprende dalla stampa locale, non incontra il favore dell'associazione dei consumatori Federconsumatori Forlì-Cesena che denunciano, su segnalazione di utenti residenti nella provincia, «che i punti di erogazione ubicati presso le strutture ospedaliere hanno interrotto la distribuzione diretta di alcune tipologie di farmaci. Questa scelta» dice l'associazione in una nota «non è stata condivisa con le associazioni dei consumatori né con altri soggetti della rappresentanza sociale, e ha provocato notevoli disservizi e disagi a causa della scarsissima e incompleta informazione fornita agli utenti ai quali non viene specificato che possono continuare ad usufruire della distribuzione diretta». Federconsumatori intende chiedere alla Regione un incontro per «fare il punto sull'andamento dell'accordo e per fare presente le situazioni emerse a Forlì e Cesena. È utile, ben prima della scadenza dell'accordo, che si apra un confronto che preveda anche la partecipazione delle associazioni degli utenti. Ribadendo la bontà del sistema di distribuzione diretta, proponiamo un modello più flessibile e di utilizzare le risorse per qualche progetto mirato sempre in materia di farmaci. L'altra grande sfida riguarda un impegno di tutti i soggetti a favore dei farmaci equivalenti, sui quali nonostante i buoni risultati dell'Emilia Romagna ci sono grandissimi margini di miglioramento per liberare risorse a favore dei malati».
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