Politica e Sanità
03 Ottobre 2017Quasi 17.000 confezioni di farmaci donati dai cittadini veronesiper un valore che sfiora i 230.0000 euro in 21 mesi. Questo il bilancio del progetto "Recupero farmaci validi non scaduti" che da dicembre 2015 vede impegnati cittadini, Azienda Ulss 9 Scaligera, Federfarma Verona, Fondazione Banco Farmaceutico onlus, Centro salute per immigrati, Caritas Diocesana di Verona, Agec, Associazione Farmacisti Volontari in Protezione Civile di Verona, Amia.
Grazie alle donazioni la sanità pubblica di Verona risparmia l'11% della spesa farmaceutica fra il 2015 e il 2016, stando ai dati presentati nel corso della conferenza stampa svoltasi oggi presso la sede di Federfarma Verona. I farmaci raccolti in gran parte, soprattutto per quanto riguarda una valutazione a valore, fanno parte di quelli nella cosiddetta "distribuzione diretta", ovvero farmaci che vengono distribuiti direttamente dalla struttura sanitaria ai pazienti senza il tramite delle farmacie.
Il meccanismo della donazione prevede che i cittadini portino in 12 farmacie individuate per la raccolta - il numero è destinato a crescere entro la fine dell'anno - le confezioni di farmaci non scaduti correttamente conservate in casa che presentino una validità residua di almeno 8 mesi. Il farmacista valuterà l'integrità dei prodotti e depositerà i medicinali all'interno di appositi bidoni donati dall'Amia l'Azienda Multiservizi di Igiene Ambientale di Verona. Tutti i medicinali vengono classificati, successivamente ritirati dai volontari che dall'inizio del progetto hanno già effettuato oltre 120 uscite e recapitati nella sede del Cesaim in via Salvo d'Acquisto.
«Recuperare farmaci prescritti e non utilizzati è un traguardo positivo che possiamo dire di avere senz'altro raggiunto già in questa prima fase del progetto - dichiara Luigi Mezzalira direttore UOC Servizio Farmaceutico Territoriale Aulss 9 Scaligera -. Si tratta di una catena solidale che parte dall'obiettivo principale cioè dare assistenza a persone bisognose che in mancanza di questa iniziativa non l'avrebbero ricevuta, e oltretutto senza incrementare le spese locali, per arrivare al risparmio derivato dalla mancata distruzione dei medicinali che senza l'intervento in questione sarebbero stati smaltiti come rifiuti speciali».
«L'analisi della tipologia dei farmaci raccolti evidenzia che la distribuzione diretta, a differenza di quella farmaceutica territoriale, spesso è incontrollabile - spiega Arianna Capri, vicepresidente Federfarma Verona - in quanto viene meno il monitoraggio svolto in modo efficace dalle farmacie territoriali. Ci siamo purtroppo spesso ritrovati ad accogliere farmaci inutilizzati che appartengono al circuito della distribuzione diretta e questo ci ha fatto riflettere sul basso monitoraggio di tale consumo e dei relativi sprechi. Tutto ciò ci ha portato a considerare come tale fattore risulti limitante nelle valutazioni di aderenza alla terapia domiciliare del paziente cronico, che la farmacia sarà in grado di esercitare. Federfarma Verona è parte attiva anche in altri progetti di recupero e lotta agli sprechi nel mondo dei prodotti per la salute, sostenendo altresì il progetto "Rebus- Farmaci" e sensibilizzando i propri utenti ad un consumo altamente ponderato mediante campagne informative sul corretto utilizzo dei farmaci stessi. Le recenti disposizioni della Regione Veneto hanno delineato un percorso formativo di presa in carico del paziente cronico da parte delle farmacie territoriali, che riconoscerà tale ambito di competenza relativamente alle principali patologie croniche (diabete, dislipidemie, ipertensione e patologie respiratorie) intervenendo proprio a livello dell'aderenza alle terapie prescritte».
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