Politica e Sanità
16 Ottobre 2017La contraffazione di farmaci è stata al centro dell'incontro svoltosi a Travagliato (Brescia) presso la sede di Antares Vision, azienda leader nella fornitura di soluzioni per qualità, tracciatura e sicurezza dei prodotti farmaceutici immessi sul mercato. L'azienda, che celebra i 10 anni di attività fornisce in tutto il mondo tecnologie software e hardware volte a combattere la contraffazione non solo nel mondo farmaceutico, ma anche nel settore cosmetico, alimentare e dei dispositivi medici, con controlli sul packaging e sistemi per ispezioni e tracciatura.
Secondo dati di Ocse pubblicati nel 2016, il mercato dei farmaci contraffatti -che comportano cioè una falsa rappresentazione rispetto a identità, origine o tracciabilità- vale oltre 200 miliardi di dollari (dati 2010) all'anno ed è in continua crescita: nel 2014 si sono registrati 2.177 eventi criminosi legati alla contraffazione e/o al commercio illegale o al furto di farmaci, contro i 196 registrati nel 2002.
Il 32% di questi prodotti analizzati non conteneva il principio attivo, il 20% ne conteneva quantità non corrette, il 21.4% era composto da ingredienti sbagliati, il 15.6% presentava un confezionamento falso, pur avendo la corretta dose di principio attivo e infine l'8.5% conteneva alti livelli di contaminanti e impurità.
Un mercato che viaggia online, il canale più diffuso per il commercio di tali prodotti -farmaci di marca ed equivalenti, medicinali salvavita-, con un impatto sulle aziende, in termini di mancati guadagni e di aumento degli investimenti per mettere in atto misure di sicurezza.
«Il crimine farmaceutico è un grave problema di salute pubblica che provoca danno diretto ai pazienti e mina la fiducia verso il sistema sanitario e tutta la filiera farmaceutica e sanitaria: produttori, distributori, farmacisti, medici, organizzazioni provate e governi» affermaDomenico Di Giorgio, Head of Inspection & Certification Department di AIFA.
In Italia grazie ai sistemi di tracciabilità è molto difficile che i farmaci illegali entrino nelle farmacie, e la difficoltò di accesso rende poco vantaggioso tentare di infiltrare tale canale mentre sono a rischio canali di distribuzione alternativi come sexy shop, palestre e centri di bellezza.
L'attuale normativa non è comunque sufficiente a contrastare le attività criminose; l'applicazione della convenzione Medcrime del Consiglio d'Europa, sottoscritta nel 2011, ma non ancora ratificata, potrebbe permettere di avere sanzioni appropriate.
«Parallelamente, è necessario rafforzare applicazione delle norme esistenti», prosegue Di Giorgio «anche attraverso lo sviluppo di tavoli di cooperazione come quelli che Aifa gestisce a livello internazionale (il progetto europeo Fakeshare) e nazionale come la Conferenza dei servizi sulle e-pharmacies convocata periodicamente da Aifa con l'obiettivo di esaminare le segnalazioni riguardanti siti web dediti alla vendita di medicinali e grazie alla quale è stato possibile applicare regole e normative non specificatamente di settore per bloccare siti illegali».
Stefania Cifani
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