Politica e Sanità
18 Ottobre 2017I Paesi candidati ad ospitare le agenzie europee del Farmaco (Ema) e l'Autorità bancaria (Eba), che dovranno lasciare Londra per la Brexit, si preparano alla battaglia del 20 novembre, quando da un voto segreto a tre turni emergeranno i nomi delle due città vincitrici. La prima discussione politica, al consiglio Affari generali a Lussemburgo che ha visto la partecipazione dei ministri Ue, è stata l'occasione per confrontarsi, sfidarsi e fiutare la possibilità di alleanze. Milano, Amsterdam, Copenaghen, Vienna e Bratislava sembrano essere - per motivi diversi - le leader della gara per l'Ema che vede diciannove città in lizza. Ad aprire i giochi sulle possibili cordate è stata la Grecia, che rivendica l'Ema per Atene come segno di una "solidarietà Ue, dopo tutti i sacrifici" per le varie crisi. Il ministro degli Esteri ellenico Georgios Katrougalos ha proposto ai colleghi dei sette Paesi che partecipano alla conferenza del Mediterraneo del sud un sostegno reciproco. «Se passiamo, il secondo turno contiamo sul sostegno italiano» afferma «e se ci sarà Milano, la voteremo».
Ma nuove strategie prenderanno forma al vertice europeo di questa settimana, dove sembra scontato anche un fronte compatto dei Paesi dell'Est. «La candidatura di Milano è tra le più competitive per ospitare l'Agenzia europea del farmaco, prendiamo la questione molto seriamente e sappiamo che la gara sarà molto difficile». Ha dichiarato il sottosegretario alle politiche comunitarie Sandro Gozi. Quanto alle possibili alleanze il sottosegretario è cauto. «Per dirla in buon linguaggio comunitario, non sono né ottimista né pessimista, sono determinato a portare avanti la candidatura di Milano» ha detto. Il rapporto della Commissione europea sulla posizione dei vari paesi candidati a ospitare le agenzie che saranno trasferite da Londra «dà un piccolo aiuto» per poter prendere una decisione fondata su criteri oggettivi, «permette una visione comparata e pubblica delle candidature ed emerge chiaramente quelle che rientrano nel primo gruppo e quelle del secondo gruppo». La difficoltà è quale sarà il principio che prevarrà. C'é il "fronte" dell'Est, per esempio, che vuole aggiudicarsi una sede con l'argomento del riequilibrio territoriale della presenza di agenzie e sedi di organismi Ue. «Se prevalgono equilibri geopolitici e territoriali non siamo competitivi, avendo già qualcosa in Italia, ma secondo noi non devono essere quelli i parametri», insiste Gozi. Il problema del riequilibrio delle sedi esiste nel momento in cui si decide su nuove Agenzie, non quando si tratta di trasferire organismi esistenti di cui assicurata la continuità», aggiunge. Quanto al meccanismo di voto, sono tre i turni previsti. Nel primo turno ogni Stato ha un voto articolato in sei punti: tre punti alla prima scelta, due alla seconda, uno alla terza. Se una città ottiene subito 14 punti su 27 passa. Se non c'é maggioranza, si passa al secondo turno: si vota per le tre città che nel primo turno hanno ottenuto più voti e più di tre se una città ha preso lo stesso numero di voti. Gli Stati questa volta avranno un solo voto: passa la città che ottiene almeno 14 voti. Se non li ottiene, si passa al terzo turno, nel quale gareggiano le due città più votate (se c'è parità al vaglio del voto passano tutte). Ogni Stato un voto, vince la città più votata. Se c'è parità sorteggio.
Marco Malagutti
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