Politica e Sanità
20 Ottobre 2017Il problema occupazionale non è determinato solo dal numero di laureati che ogni anno escono dalle università, ma è il risultato in primo luogo di un sistema bloccato, a partire dalle regole di accesso alla professione e dalla ereditarietà della farmacia. E le parafarmacie, che hanno rappresentato per anni uno sbocco professionale per tanti farmacisti - e di fatto hanno alleviato e ritardato il nodo occupazionale - sono da considerarsi non un problema da risolvere, ma una risorsa da valorizzare. Sono queste alcune riflessioni avanzate da Davide Gullotta, presidente Fnpi, in risposta alla relazione del presidente Fofi, Andrea Mandelli, al consiglio nazionale. «Le considerazioni sul numero dei neofarmacisti sono vere, ma è una pagliuzza rispetto a quello che è il reale problema: e cioè il sistema di accesso alla professione per i farmacisti, che si basa su una pianta organica bloccata e sull'ereditarietà di una concessione statale». Un sistema che risulta ancora più «chiuso anche a causa del meccanismo di revisione delle piante organiche e concorsuale, che presenta ritardi decennali e fa acqua da tutte le parti. E i molti ricorsi e rinvii ne sono la palese dimostrazione».
In questo contesto, «le parafarmacie sono state nei fatti uno sfogo occupazionale importante per migliaia di Farmacisti, più o meno giovani e, pur a fronte di questo importante risultato per la professione, vengono oggi considerate un problema da risolvere e nel corso del tempo non le abbiamo mai viste tutelate». E per altro «una loro valorizzazione avrebbe certamente permesso di evitare situazioni come quelle relative alle autoanalisi del sangue: a oggi, a causa di un'interpretazione normativa, possono essere fatte in farmacia, negli autogrill, a bordo campo negli eventi sportivi, ma non in parafarmacia, dove, vale la pena ricordarlo, vi è sempre un farmacista al fianco dei cittadini». Da qui la richiesta, anche alla luce del prossimo rinnovo delle strutture ordinistiche e federali, che «la Fofi sia rappresentativa a tutto tondo di tutti i farmacisti e che si facciano carico anche di esigenze e richieste dei farmacisti di parafarmacia».
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