Politica e Sanità
10 Novembre 2017La fase di riapertura della trattativa per il rinnovo del contratto dei dipendenti di farmacia è «difficile» e, al momento, si regista una situazione di «stasi» negoziale. In questo frangente, diventa ancora più importante che i dipendenti inizino a organizzarsi e a partecipare. Parte da queste premesse la campagna di sensibilizzazione e mobilitazione dei dipendenti di farmacie lanciata ieri dalla Filcams Cgil, con l'obiettivo di «coinvolgere tutti gli addetti della filiera nella difficile fase di riapertura della trattativa per il rinnovo dei contratti di lavoro». «Il contratto di lavoro per i dipendenti di farmacie speciali (le ex municipalizzate) è scaduto il 31 dicembre del 2015; per quello delle farmacie private dobbiamo risalire addirittura al 2013» si apprende dalla Filcams Cgil. «Di fatto la trattativa per dare tutele normative e retributive ai lavoratori del settore» per quanto riguarda le farmacie private «ha saltato a piè pari un rinnovo e oggi ci troviamo in una situazione di stasi dovuta all'indisponibilità delle associazioni datoriali (Assofarm e Federfarma) a riaprire un tavolo negoziale». In questo contesto, la situazione avrebbe la necessità di essere riequilibrata: «Da una parte ci sono i titolari che sono tutti iscritti al loro sindacato, Federfarma o Assofarm. Dall'altra ci sono i dipendenti che possono scegliere tra diverse sigle».
E se i dipendenti di farmacie comunali, «sono da sempre sindacalizzati, i dipendenti di farmacie private hanno qualche timore». Da parte del sindacato, viene rilevata una situazione di frammentarietà: «In Italia (dato Istat aggiornato a marzo 2017) ci sono 18.549 farmacie, di cui 16.893 private e le rimanenti 1.656 (circa il 9% del totale) cosiddette speciali, pubbliche o partecipate da enti pubblici, che impiegano circa 70mila lavoratori». E per quanto riguarda i farmacisti, occorre considerare che i «laureati in questa disciplina, in Italia, sono poco più di 70mila, portando ad un calcolo approssimativo di poco meno di 4 laureati per farmacia (considerando che molti lavorano direttamente per le case farmaceutiche)» e i dipendenti farmacisti «possono essere di media 2-3 per farmacia». È evidente che i lavoratori «sono inseriti in un contesto lavorativo particolare, spesso in un rapporto di 1/1 con il datore di lavoro» e questo rende «difficile raggiungerli» ma anche creare partecipazione. «Diffidenza e sconforto, poi, giocano a sfavore di un coinvolgimento massivo della categoria, nella convinzione che la professionalità acquisita con anni di studio e continuo aggiornamento possa essere sufficiente ad equiparare la figura del titolare e del dipendente solo perché parimenti laureati. Non è così». Ecco allora che è fondamentale che i lavoratori «prendano coscienza delle proprie condizioni di lavoro, dei propri diritti, contribuendo in prima persona alla discussione, formulando proposte o esprimendo un'opinione (anche critica, perché no) sulla conduzione di un confronto in stallo da fin troppo tempo». Perché «è la partecipazione che fa la differenza».
Da qui la ratio della campagna: «Per dare voce ai lavoratori del settore, Filcams Cgil ha inaugurato una nuova piazza virtuale, il sito www.farmacie.blog, dove farmacisti, commessi e addetti alla distribuzione possono incontrarsi». E i contenuti verranno veicolati anche «grazie al blog e ai profili social Facebook (@farmacie.blog) e Twitter (@farmacieblog)». Parte della campagna è anche «un video (https://youtu.be/tKkEP4ktUpI) che mira a smontare i tanti pregiudizi che aleggiano attorno alla figura del farmacista (appartenente ad un casta, ricchissimo per un lavoro tutto sommato facile-facile), portando nel contempo i farmacisti a considerare il sindacato come punto di riferimento per l'affermazione dei propri diritti, su temi contrattuali o più specifici di organizzazione del lavoro».
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